Audiobook, la rinascita passa per gli Smartphone. Secondo USA Today grazie ai dispositivi mobili sta nascendo un nuovo pubblico di per gli audiolibri.

Grazie agli smartphone gli audiobook potrebbero trovare un nuovo pubblico di ascoltatori, per lo meno ne è convinta Jocelyn McClurg, editor di USA Today, che in un articolo pubblicato pochi giorni fa sostiene appunto questa tesi.

Alla scoperta dell’audiobook perduto

Per quanto riguarda il mercato italiano forse sarebbe più corretto parlare di “nascita” e non di “rinascita”, dato che quello degli audiobook non è mai stato un mercato popolare e diffuso nel nostro Paese. La rivoluzione digitale di questi ultimi anni ha sicuramente dato uno sviluppo al mercato degli audiobok, prima grazie ad iTunes Store (che ha effettivamente creato un minimo di mercato nel settore all’incirca una decina di anni fa), e poi con la recente apertura della divisione italiana di Audible, il colosso mondiale dell’audiolibro. A febbraio di quest’anno avevamo scritto un post chiedendoci se stesse per arrivare il boom anche in Italia, ma ad oggi il mercato è rimasto più o meno invariato.

McClurg sottolinea come gli audiobook restano un frammento del mercato editoriale anglosassone, ma viste le proporzioni è chiaro che questo frammento genera un’economia impensabile per il momento in Italia (e in tanti altri paesi europei). Fenomeno peraltro comune in molti altri ambiti, peraltro.

Una generazione multitasking

Gli smartphone secondo USA Today andrebbero considerati come spartiacque generazionali perché sarebbero i dispositivi che più di ogni altro abituano gli utenti a ragionare in maniera multitasking. E cosa c’entra l’audiobook in tutto ciò? C’entra eccome, perché mentre leggere è un’operazione immersiva e solitaria, si può invece ascoltare un audiobook mentre si fa sport, mentre si cucina, mentre si fanno le pulizie di casa…

In parole semplici gli audiobook sono multitasking, la lettura no. È lo stesso motivo per cui un numero altissimo di persone “ascolta” la Tv molto più di quanto la guardi. Amanda D’Acierno, editor di Penguin Random House, ha detto che “il mondo dell’audiobook è in fermento, lo testimonia anche il sempre maggior interesse per i podcast. Noi di Penguin Random House ad esempio nel 2016 pubblicheremo più di 800 audiobook. Alle persone fondamentalmente piace ascoltare una buona storia”.

Audiobook, i numeri del mercato

I dati di questo mercato sono risaputi: la Publishers Audio Association stima che le vendite di audiolibri nel 2015 siano state pari a 1.77 miliardi di dollari con un vertiginoso +20,7% rispetto all’anno precedente. Tra il 2012 e il 2015 i download di audiobook sono aumentati dell’85% circa, secondo i dati forniti dall’AAP (Association of American Publishers). Nel 2015 le vendite di audiobook in Cd hanno rappresentato appena il 16% del fatturato negli USA, il restante 84% è stato generato dal digitale (download e streaming). Numeri che confermano come il digitale in ambito audio sia l’unica via sensata da percorrere.

Questi i dati relativi al mercato USA perché, purtroppo, ad oggi non esistono studi di settore precisi e dettagliati per l’Italia, e all’orizzonte non si intravede un player che abbia le risorse e l’interesse ad investire in una seria ricerca di mercato (forse Audible?).

Si era aperto qualche spiraglio con la nascita di AEDA, Associazione Editori, ma sembra che il progetto sia naufragato (il dominio è stato lasciato scadere e ricomprato dalle classiche società di fuffa-marketing-spam). Sconsolante vedere come in questo Paese non si riesca a mettersi d’accordo per sviluppare un po’ di sana attività di lobby nemmeno quando si è in pochi, perché gli editori veri di audiobook in Italia saranno sì e no una decina: possibile che non si riesca a fare gruppo per creare un minimo di massa critica? Eppure ne beneficerebbero tutti…

 

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