Netflix, la webtv statunitense che ha inventato un nuovo modo di creare e distribuire contenuti video attraverso la rete, potrebbe arrivare in Italia già nel 2015

netflix-for-windows-8-app-review-0In un post pubblicato a gennaio di quest’anno avevamo già parlato di come Netflix si stesse preparando ad entrare anche nel mercato europeo. Già attiva nel Regno Unito, in Olanda e nei paesi scandinavi, Netflix si preparava a sbarcare anche in Francia, Germania, Belgio e Italia.

Dopo essere entrata a gamba tesa nel mercato francese e in quello tedesco quest’estate adesso Netflix si prepara ad aggredire l’Italia. L’offerta della web tv statunitense è a dir poco eccezionale: pagando un canone di circa 10 dollari al mese infatti Netflix propone ai suoi utenti una quantità impressionante di materiale.

A differenza degli altri servizi simili che nell’ultimo periodo sono partiti anche in Italia (Infinity, Cubovision, ecc) Netflix ha vantaggio enorme: contratti di esclusiva con grandi major, penso ad esempio all’accordo firmato negli USA con la Disney e, soprattutto, produce direttamente grandi serie, come ad esempio a House of Cards. Netflix, forte di più di 60 milioni di abbonati in tutto il mondo, offre il suo servizio su computer, smartphones, tablet e, naturalmente, tv.

Come sempre è la qualità a fare la differenza: Netflix funziona non tanto perché è in rete, ma perché offre in rete prodotti di grande qualità, per non parlare poi della vastità del catalogo a disposizione dei suoi utenti che non è assolutamente paragonabile con quello proposto dalle concorrenti italiane.

Ad oggi non è ancora ufficiale lo sbarco italiano di Netflix dato che il nostro paese, rispetto al resto del mondo civilizzato, soffre di un problema enorme: il livello di connessione medio a disposizione degli italiani è molto al di sotto degli standard utilizzati da Netflix, e la tanto attesa banda larga è ancora un’utopia per noi.

Soltanto il 55% degli Italiani infatti può accedere ad una linea veloce (Adsl o fibra ottica), mentre la media europea è del 73%. Bisognerebbe poi aprire l’annoso capitolo della reale velocità di trasmissione dati della rete italiana, perché spesso la linea è “veloce” soltanto in teoria, come ben sanno gli utenti italiani.

C’è dunque il rischio concreto che l’Italia diventi sempre più periferia dell’impero: poco conveniente investire in un mercato così arretrato e chiuso, poche possibilità di fare business, troppi conflitti di interessi tra i vari attori che operano sul mercato. Certo, l’ingresso di Netflix potrebbe sparigliare le carte e far aumentare la concorrenza anche in un settore monopolizzato di fatto da tre grandi soggetti (Rai, Mediaset e Sky), ma questo è tutto da vedere.

Di sicuro per le nuove generazioni, gli under20 cresciuti a pane e youtubers, il vecchio sistema televisivo è obsoleto e scarsamente interessante. Sarà curioso vedere se l’evoluzione web del forma tv funzionerà ancora

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