NetFlix dal 2016 sarà l’esclusivo servizio di televisione ad abbonamento in America per la prima visione dei film live-action e d’animazione dei Walt Disney Studios

L’accordo siglato tra la Disney e NetFlix tra qualche anno verrà probabilmente considerato uno spartiacque nella storia dell’editoria digitale. NetFlix dal 2016 infatti sarà l’esclusivo servizio di televisione ad abbonamento in America per la prima messa in onda dei film live-action e d’animazione, in prima visione, dei Walt Disney Studios, che comprendono i titoli: Disney, Walt Disney Animation Studios, Pixar Animation Studios, Marvel Studios, Disneynature e Lucasfilm.

Disney preferisce una web tv ai colossi della tv on demand statunitense, con tutto quello che questa scelta comporta: possibilità di sperimentare di più da un punto di vista narrativo, dato che non si è vincolati alle rigide regole della censura USA (ma vedrete che presto anche sul web si cercherà di operare in questo senso, ma per fortuna non ce la faranno); possibilità di profilare in maniera praticamente perfetta i propri spettatori; possibilità di sviluppare nuovi tipi di proposte pubblicitarie e tanto altro ancora.

Insomma si spalancano le porte ad un nuovo modello di business, un business concreto fatto da colossi miliardari del mondo dell’enternaiment e dell’editora mondiali, un mondo da cui l’Italia sembra essere già tagliata fuori in partenza. La condizione della banda larga italiana è talmente penosa che rende impossibile qualsiasi progetto di business concreto e innovativo sul web.

Inutile riempirsi la bocca di termini come start up, siamo rimasti il paese del dove vai se la banana non ce l’hai?, solo che la banana oggi si chiama Internet e noi non andiamo da nessuna parte. Se tutti gli operatori rispetteranno gli impegni presi (e sottolineo con molta forza quel “se”), nel 2017 il 50% degli italiani non avrà accesso alla banda larga.

Capite perché siamo destinati a diventare sempre più periferia dell’Impero? Qui tutti si azzuffano per andare in Tv, per fare comparsate in programmi osceni. E va bene, succede lo stesso anche in America, per carità, la Tv resta ancora un media dalla potenza devastante e ci sta. Il problema è che chi decide, i grandi big dell’economia e della politica, negli USA hanno iniziato a capire che Internet non è più il futuro, è il presente.

Da noi invece niente, l’obiettivo resta ancora quello di occupare cadreghe nei consigli di amministrazione delle tv, di piazzare i propri famigli in Tv. Il problema di Internet per noi è ancora il problema della percezione di Internet: nessun nostro politico, dirigente di peso o big dell’economia lo usa quotidianamente se non per sparare cazzate su twitter, nessuno che ne intuisca le possibilità o che cerchi anche soltanto di sfruttarne in minima parte le potenzialità.

Siamo il Paese in cui tutti si scannano per poter avere (gratis) il biglietto per salire sul Titanic. Per questo sono molto pessimista sul futuro dell’Italia, perché una classe dirigente (sic!) che non è in grado di leggere il presente per vedere il futuro è destinata a fallire e, soprattutto, a far fallire tutto il Paese. Per carità, magari non falliremo, ma diventeremo sempre più periferia, sempre meno influenti, sempre più macchiette, sempre più costretti a subire scelte e decisioni fatte da chi ha gli strumenti per scegliere e per decidere.

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