“I libri non funzionano”: Microsofot chiude lo store dedicato

Dopo l’annuncio del 2 giugno Microsofot Store ha chiuso la sua sezione dedicata a libri e eBook. Ora ci si interroga sui limiti del sistema digitale della “licenza d’uso”.

Lo aveva annunciato il 2 giugno scorso e, naturalmente, l’ha fatto: Microsoft Store ha chiuso la sua sezione dedicata a libri e eBook. Se cliccate nell’apposita sezione dello store l’unico risultato che vi comparirà è “No Results Found”.

Tutti i clienti che hanno acquistato eBook verranno rimborsati (particolare non affatto scontato) e i titoli resteranno disponibili nei loro device fino alla fine di luglio, dopo di che, molto semplicemente, “andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia”.

Il sistema della licenza d’uso

A pochi giorni dalla definitiva “morte” del catalogo acquistato dagli utenti si è aperta un’interessante discussione sui limiti del sistema della “licenza d’uso” che ormai è diventato uno standard negli store digitali.

Tutti i grandi player dell’editoria digitale, a partire da Amazon, utilizzano infatti questo sistema che è diventato uno standard: quando si compra un ebook non si acquista un libro ma una licenza d’uso.

Nel caso in cui lo store perda i diritti sul titolo, o l’editore decida di ritirare l’ebook dal mercato, l’utente perde definitivamente quel titolo dalla sua libreria.

“The books will stor working” ha scritto Rob Donoghue in un tweet che è presto diventato virale.

Quanto conta il “possesso” per i lettori?

Ma quanto conta il possesso per i lettori? Perché, alla fine, questa è la questione.

Certamente il valore intrinseco del possesso dei libri ha un peso enorme per i collezionisti e i lettori delle vecchie generazione (come il sottoscritto), ma nell’epoca dello streaming c’è da chiedersi se questo discorso potrà valere anche per le prossime generazioni.

Senza dimenticare a chi è abituato a leggere in biblioteca (cosa diffusissima nei paesi anglosassoni) ha tutto un altro rapporto con la questione del possesso del libro.

Scenari distopici

Cory Doctorow su BoingBoing ha sottolineato come l’esempio di Microsoft sia un monito pesante alla libertà di informazione e alla circolazione delle idee:

Il caso di Microsoft ci insegna che se l’industria editoriale volesse potrebbe distruggere qualsiasi contenuto letterario di valore con un semplice click.

In parole povere un’opera pubblicata soltanto in eBook potrebbe sparire in maniera definitiva da tutti gli store e da tutti i device dei lettori per motivi commerciali, ideologici o politici .

Certo, in questo caso la pirateria diventerebbe una vera e propria salvezza, ma è chiaro il paradosso di un’industria culturale che deve sperare nella pirateria per salvare parte dei suoi contenuti.

Un’operazione costosa

Non va dimenticato infinte che l’eliminazione degli ebook dai device dei clienti per Microsofot avrà un costo non indifferente: i lettori oltre ad avere un rimborso per i titoli acquistati prima del 2 aprile 2019 avranno un ulteriore rimborso di 25 centesimi per ogni ebook in cui avevano scritto appunti o note a margine.

Facendo un ragionamento un po’ più ampio bisognerà valutare con attenzione qual è la strategia di Microsoft nei confronti degli ebook e dell’editoria. Ricordiamo infatti che nel 2012 Microsoft ha investito la bellezza di 300 milioni di dollari in Barnes & Noble per creare Nook Media.

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