“Cerchiamo nuove voci: ci sono moltissime storie e libri a cui mancava la piattaforma giusta per essere raccontati su scala globale”.

Vendere i diritti di un libro al cinema o alla tv è da sempre il sogno proibito di ogni autore, agente letterario o editore che si rispetti. Fino a poco tempo fa però i progetti che riuscivano ad arrivare effettivamente sullo schermo erano relativamente pochi.

Grazie ai nuovi player dello streaming online invece il mercato della vendita dei diritti ha subito un’impennata vorticosa: Netflix, Amazon Prime e tutti gli altri sono alla disperata ricerca di nuove storie da proporre al suo pubblico.

E, particolare di non poco conto, hanno tantissima liquidità da investire, fattore che ha costretto anche i vecchi colossi del settore ad accelerare negli investimenti.

CONTENUTI E UTENTI

Netflix ha dimostrato che gli asset di maggior valore per una media company oggi sono i contenuti originali e gli utenti, due asset legati in maniera indissolubile l’uno all’altro.

Netflix ha gli utenti grazie ai contenuti che ha creato, Amazon Prime invece aveva gli utenti e ora ha un gran bisogno di contenuti. Tra poco debutterà nel mercato anche Disney a cui mancano solo gli utenti, visto che contenuti ne ha fin troppi.

L’aspetto più interessante è sicuramente legato alla velocità con cui sono esplosi i nuovi player, fattore che ha permesso loro di accumulare allo stesso tempo tantissimi utenti (139 milioni di abbonati mensili per Netflix secondo Publishers Weekly), una valanga cash e un’enorme bisogno di contenuti originali.

LIBRI E FUMETTI, MINERE DA ESPLORARE

Nell’ultimo anno Netflix ha già sviluppato adattamenti per lo schermo da dozzine di libri, racconti, franchise letterari e graphic novel. 50 sono diventati nuove serie “originals”, mentre soltanto una manciata verranno trasformati in lungometraggi.

Uno dei partner privilegiati di queste operazioni finora sono state la sede inglese e quella statunitense della Maria Campbell Literary Associates, nominate scout letterarie globali esclusivo di Netflix nel marzo 2017.

Matt Thunell, V.P. Original Series di Netflix, ha descritto così il rapporto con gli uffici Maria Campbell:

Sono al telefono con loro ogni settimana, parlando di quello che sta succedendo a New York, delle novità e della gestione delle library dei diritti. La ragione per cui amo i libri, e specialmente gli adattamenti da libro serie, è che spesso forniscono un panorama incredibile, una mitologia vera e propria, l’opportunità per la costruzione di un mondo intero che è davvero difficile da trovare nei progetti che mi vengono presentati normalmente per lo schermo.

GLI EDITORI RINGRAZIANO

Il desiderio di storie da portare sul grande schermo peraltro era palpabile anche all’ultimo IBF del Salone del Libro di Torino, con tantissime case di produzione alla ricerca della storia giusta.

L’aspetto glocal delle produzioni di Netflix e del nuovo trend produttivo internazionale ha infatti reso interessanti anche progetti originali basati su storie e produzioni locali, basti pensare al caso de L’amica geniale prodotta da HBO, o all’adattamento di 100 anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez che verrà girato da Netflix in spagnolo e in Colombia.

A questo proposito Kelly Luegenbiehl,  V.P. of Creative International Originals di Netflix, ha sottolineato che

“In passato, un prodotto del genere sarebbe stato girato direttamente in inglese per puntare a un pubblico globale, mentre adesso il trend è esattamente l’opposto.

Continueremo a guardare ai libri per trovare nuove voci, specialmente per espanderci nel continente africano. Ci sono moltissime storie e libri a cui probabilmente mancava la piattaforma giusta per essere raccontate su scala globale.