Gli ebook negli USA perdono il 30%, il cartaceo cresce del 20%. Proviamo a capire perché anche di fronte a questi numeri il digitale è più vivo che mai.

Secondo i dati diffusi dall’AAP, l’associazione degli editori statunitensi, negli ultimi due anni il mercato degli ebook è sceso del 30%, mentre il tradizionale cartaceo ha avuto una crescita del 20%.

Interessante notare il macrodato relativo al fatturato che resta sostanzialmente invariato: l’editoria commerciale (hardcover e tascabali) fatturava 7 miliardi di dollari negli USA nel 2015 e ne ha fatturati all’incirca 7 nel 2016. Il fatturato complessivo del comparto editoriale è invece di 14,3 miliardi di dollari, dato che segna un -6,6% rispetto al 2015.

Gli ebook da un punto di vista del fatturato rappresentano circa 1,1 miliardi di dollari con un calo del 17% rispetto al 2015. Nel 2007 gli ebook rappresentavano lo 0.5% del mercato editoriale, poi la crescita a ritmi indemoniati fino al 2014, quando sono arrivati a valere 1.68 miliardi di dollari. Nello stesso periodo gli hardcover fatturavano 2.2 miliardi e i tascabili 2.8, tanto da più parti si scommetteva sul sorpasso sugli hardcover. E poi cos’è successo?

Una spiegazione

Da più parti leggo che questi dati testimoniano il “crollo” degli ebook ma, a mio avviso, la situazione è molto più complessa di quanto potrebbe sembrare. Innanzitutto dopo l’abbuffata di crescita dei primi anni era impensabile che il digitale continuasse a crescere a questi ritmi.

Non va dimenticato che un ebook costa molto meno di un libro cartaceo. Nel mio ereader, ad esempio, ho decine di ebook acquistati a 0.99, a 2.99 o addirittura scaricati in omaggio, motivo per cui ultimamente sto comprando meno ebook: ne ho ancora tantissimi da leggere.

Penso che l’utente medio abbia fatto scorpacciata di titoli e che, di conseguenza, ora abbia tirato il freno a mano, senza dimenticare che è possibile leggere migliaia di titoli gratis in maniera perfettamente legale (pensiamo soltanto ai classici della letteratura o alle promozioni degli editori…).

L’enorme differenza tra fatturato e copie vendute

Basta guardare la classifica dei bestseller di Amazon per capire la differenza sostanziale tra ebook e cartaceo: per comprare i primi 3 libri in classifica in questo momento dovrei spendere 58,74 euro.

 

 

Con la stessa cifra posso acquistare i primi 13 titoli dei bestseller di Kindle Store. Anzi, negli USA e in UK chi ha l’abbonamento a Prime automaticamente ha anche l’abbonamento a Kindle Unlimited (il cosiddetto servizio Prime Reading). Per gli utenti americani dunque l’abbonamento a Prime si traduce in decine di migliaia di ebook gratis.

Ecco quindi che assistiamo al crollo del fatturato, ma paradossalmente il mercato resta più vivo che mai e, anzi, è destinato a crescere sempre di più in termini di lettori.

Il fatturato editoriale può solo diminuire

Proprio per il costo sempre minore degli ebook sono profondamente convinto che da un punto di vista globale il fatturato del comparto editoriale sarà sempre minore, come è successo ad esempio al mondo della musica.

Tutti questi dati infatti ci parlano di fatturato, ma non di copie vendute. Inoltre l’ebook oggi per molti editori rappresenta un settore strategico perché, anche a fronte di un fatturato minore, permette di avere un margine netto maggiore.

Sarebbe ora che il comparto editoriale cominciasse  a ragionare in termini di guadagni netti e non più di ricavi, come ha fatto finora, altrimenti continuerà a vivere in una bolla lontana dalla realtà, come purtroppo accade sempre più spesso anche in tanti altri settori.

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