Audiolibri, fine dell’esclusiva tra Audible e Apple per la distribuzione su iTunes. Migliora la concorrenza, ma ora che succede?

La Commissione UE ha accolto con favore l’accordo per mettere fine agli obblighi di esclusività sulla fornitura e distribuzione degli audiolibri tra Audible (società di Amazon) e Apple.

La causa si era aperta a novembre 2015 (ve ne avevamo parlato qui) ed era legata al fatto che Audible gestiva in maniera diretta la vendita degli audiolibri su iTunes Store. Gli editori interessati a vendere audiobooks sullo store di Apple erano dunque obbligati a siglare un accordo di distribuzione con Audible.

L’azione legale era nata dopo che l’associazione degli editori tedeschi aveva accusato Audible ed Apple di imporre condizioni improponibili per poter essere distribuiti su iTunes Store.

La decisione di Bruxelles punta a migliorare la concorrenza nella distribuzione degli audiolibri scaricabili in Europa. L’accordo tra Amazon/Audible e Apple per rimuovere gli obblighi di esclusività infatti significa che Audible sarà in grado di fornire i suoi audiolibri a piattaforme di terze parti, che Apple potrà prenderli da fornitori alternativi, e che gli editori e gli aggregatori di contenuti saranno in grado di fare accordi per la distribuzione direttamente con Apple.

In che direzione andrà il mercato?

Il mondo dell’audiolibro potrebbe dunque diventare simile in tutto e per tutto a quello dell’ebook in cui gli editori sottoscrivono accordi direttamente con gli store. Audible in questo scenario resterebbe senza dubbio un grande aggregatore, ma gli editori potrebbero muoversi in maniera indipendente spinti dal vantaggio di una percentuale più alta sugli incassi su iTunes che, è bene ricordarlo, resta ancora il portale di riferimento per il mercato italiano dell’audiolibro in termini di vendite.

Ad ogni modo è presto per capire quali saranno le evoluzioni del mercato dell’audiobook. Innanzitutto bisognerà vedere se Apple deciderà di puntare davvero su contenuti diversi da applicazioni e musica.

Uno scenario di distribuzione diretta potrebbe però convincere un editore come Mondadori, che da tempo si vocifera interessato al mondo dell’audiobook, ad entrare finalmente nel mercato in maniera massiccia.

Audible però non è un semplice distributore: la società sussidiaria di Amazon infatti negli ultimi mesi ha commissionato la produzione di quasi tutti i suoi titoli italiani ad altri editori che, proprio grazie a queste produzioni, hanno tirato un grosso respiro di sollievo quando hanno letto i numeri del fatturato. Di fronte ad un vincolo così forte c’è chi potrebbe preferire rinunciare alla maggior percentuale sulle vendite pur di beneficiare delle entrate di queste commissioni dirette. Ma è una strategia molto azzardata, perché nel momento in cui Audbile cambia fornitore finisce la pacchia (e Amazon ha già dimostrato in passato di avere l’istinto del killer quando si tratta di fare affari).

Il mercato dei contenuti audio e video poi sta andando chiaramente nella direzione dello streaming, mentre iTunes ad oggi per quanto riguarda gli audiolibri si basa su un sistema di download che francamente appare superato (per la musica invece c’è un doppio binario streaming-download). Non per niente Audible ragiona da tempo su un modello di streaming alla Netflix ed è probabile che a breve anche Apple farà questa scelta per gli audiobook ed anche per la musica.

Ad ogni modo si aprono scenari interessanti per il mondo dell’audiolibro. Del resto non bisogna mai dimenticare che… “grande è la confusione sotto il cielo, perciò la situazione è favorevole”.

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