IVA agevolata per gli ebook, l’Unione Europea dice no. Juliane Kokott, avvocato generale della Corte di giustizia europea, ha chiuso il discorso.

Continua l’infinita discussione sull’IVA agevolata per gli ebook. Juliane Kokott, avvocato generale della Corte di Giustizia Europea, ha infatti dichiarato che è legittimo escludere l’IVA ridotta su libri, riviste e giornali digitali. La direttiva dell’Unione Europea infatti prevede che i singoli membri dell’UE possano applicare un’aliquota IVA ridotta ai libri, ai giornali e alle riviste ma non a quelle in formato digitale. Unica eccezione gli ebook se forniti tramite supporto fisico come ad esempio Cd-rom.

Già questa precisazione dovrebbe far capire che chi ha scritto questa normativa non ha la più pallida idea del mondo che sta fuori dal suo ufficio, dato che parlare di “supporto fisico” per un libro digitale è già di per sé ridicolo, se poi si parla di Cd-rom allora siamo davvero alle barzellette. Sarebbe un po’ come legiferare su che IVA applicare a chi pubblica libri in papiro o su steli di pietra.

In base alla normativa vigente dunque è possibile operare diverse aliquote IVA perché i mercati vengono considerati diversi. Ecco le parole con cui Kokott ha spiegato la sua decisione: «in considerazione dei costi di distribuzione notevolmente diversi, esiste una differenza sostanziale tra le pubblicazioni in forma cartacea e quelle in formato digitale per quanto concerne i bisogni di promozione, e quindi lo scopo perseguito dall’aliquota ridotta per le pubblicazioni».

Lo scopo di cui si parla è quello dell’educazione del cittadino attraverso la lettura di libri, giornali e riviste… e anche qui siamo nell’area della comicità pura, visto che l’IVA agevolata venne introdotta a suo tempo per evitare che gli editori fallissero dato che si dovevano confrontare con quantità di resi insostenibili per qualsiasi azienda “normale”. E quindi se un settore è completamente fuori da ogni logica di mercato che si fa? Si cerca di farlo rientrare nei binari? No, ci si inventa un’agevolazione e si trova anche la giustificazione legale. Non si capisce infatti perché l’ascolto di musica, ad esempio, non vengo considerato qualcosa di “educativo”… Ecco perché se comprate un giornalino porno gode dell’IVA agevolata e una sinfonia di Verdi o Mozart no (o un album degli Iron Maiden). Perché il primo educa, gli altri no.

Ad ogni modo questa decisione non esclude che in futuro le cose possano cambiare, dato che Kokott sottolinea come al momento manchi un quadro normativo chiaro sulla questione per poter stabilire se tra ebook e libri cartacei esista un mercato concorrenziale: «a fronte di una situazione di fatto caratterizzata da un tale grado d’incertezza, spetta in primo luogo al legislatore dell’Unione, nell’ambito del suo potere legislativo discrezionale, e non alla Corte, la complessa valutazione circa l’esistenza di un rapporto di concorrenza nell’insieme del territorio dell’Unione».

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