Spotify porta gli audiolibri in oltre 180 mercati: parte la sfida globale

Entro la fine del 2026 più di 750 milioni di persone potranno ascoltare o acquistare audiolibri su Spotify. L’Italia rientra tra i Paesi in cui gli abbonati Premium avranno 12 ore mensili di ascolto

Spotify accelera sugli audiolibri e prepara una delle più grandi espansioni internazionali mai realizzate nel settore dell’editoria audio. Entro la fine del 2026 il servizio sarà disponibile in oltre 180 mercati. Finora gli audiolibri erano presenti soltanto in 22 Paesi.

Il piano prevede un ampliamento progressivo che è partito già il 7 ottobre e dovrebbe consentire a più di 750 milioni di persone di ascoltare o acquistare libri sulla piattaforma entro la fine dell’anno.

Spotify punta inoltre su un catalogo in oltre 120 lingue e sull’integrazione degli audiolibri con musica e podcast nella stessa applicazione.

Per gli editori si apre quindi un nuovo canale distributivo globale capace di raggiungere un pubblico molto più ampio rispetto a quello delle piattaforme specializzate esclusivamente nell’audio.

Tre modi per ascoltare gli audiolibri

Spotify ha previsto tre modalità principali di accesso. La prima riguarda gli utenti Premium di alcuni Paesi, che avranno a disposizione 12 ore mensili di ascolto comprese nell’abbonamento.

Tra i mercati interessati figurano Italia, Spagna, Portogallo, Brasile, Messico, Colombia, Polonia, Cile, Norvegia e Perù.

Secondo Spotify, un audiolibro dura mediamente circa dieci ore. Le 12 ore mensili dovrebbero quindi permettere agli utenti di ascoltare indicativamente un libro completo ogni mese, con una parte del monte ore ancora disponibile.

La seconda opzione si chiama Audiobooks Plus. Si tratta di un abbonamento aggiuntivo che potrà essere associato al piano già utilizzato dall’utente e sarà disponibile su scala internazionale.

In Africa, Asia e Argentina rappresenterà la principale modalità di accesso agli audiolibri.

La terza possibilità riguarda invece l’acquisto del singolo titolo. Potranno comprare audiolibri sia gli utenti gratuiti sia gli abbonati Premium o Audiobooks Plus.

Spotify punta quindi su un modello ibrido che combina abbonamento, quantità mensile di ascolto e vendita diretta.

Oltre 350.000 titoli nei nuovi mercati

Nei Paesi coinvolti nell’espansione gli utenti potranno accedere a più di 350.000 audiolibri. Spotify sta aumentando soprattutto la disponibilità di contenuti nelle lingue locali, con nuovi cataloghi in italiano, spagnolo, portoghese e polacco.

Il numero complessivo delle lingue disponibili salirà così oltre quota 120. La società collabora ormai con quasi 300 editori di tutto il mondo. Tra i nuovi partner compare anche Mondadori, un dato particolarmente significativo per il mercato italiano.

Spotify permetterà inoltre agli editori locali e agli autori indipendenti di caricare le proprie pubblicazioni utilizzando Spotify for Authors.

La disponibilità di titoli locali rappresenta uno dei punti chiave dell’operazione.

In Messico e Colombia il servizio ha debuttato il 7 ottobre con oltre 45.000 audiolibri nelle lingue locali. In Brasile il lancio è previsto il 15 ottobre con più di 6.000 titoli in portoghese.

L’Italia entra nel nuovo modello Premium

Per l’Italia la novità è particolarmente rilevante. Gli audiolibri entreranno infatti nel piano Premium con 12 ore di ascolto mensili incluse nell’abbonamento.

Spotify può quindi offrire un primo contatto con l’audiolibro a persone che utilizzano già ogni giorno la piattaforma per ascoltare musica o podcast. Per gli editori italiani questo significa poter raggiungere utenti che difficilmente installerebbero un’applicazione dedicata esclusivamente agli audiolibri.

Resta da capire quanto velocemente entreranno nel catalogo le produzioni italiane e quali condizioni economiche verranno applicate agli editori.

Musica, podcast e libri nella stessa applicazione

Spotify considera proprio la convivenza tra musica, podcast e audiolibri uno dei propri principali vantaggi competitivi.

La piattaforma dispone già di una grande quantità di informazioni sulle preferenze degli utenti e può utilizzare i dati provenienti dai diversi formati per suggerire nuovi contenuti.

Una persona che ascolta podcast dedicati alla storia potrebbe quindi ricevere suggerimenti relativi a saggi storici. Chi segue determinati musicisti potrebbe trovare biografie o memoir collegati ai propri interessi.

Spotify punta così a raggiungere anche utenti che non cercano esplicitamente un audiolibro.

Per il settore editoriale questo elemento potrebbe avere un peso notevole. La scoperta dei titoli rappresenta infatti uno dei problemi principali di un mercato nel quale i cataloghi crescono molto più velocemente del tempo disponibile degli ascoltatori.

Page Match collega libro e audiolibro

Tra gli strumenti più interessanti compare Page Match. La funzione permette di passare dal libro cartaceo o dall’ebook alla versione audio effettuando la scansione della pagina.

L’utente può quindi leggere un libro e continuare successivamente l’ascolto dal punto corrispondente.

Secondo i dati comunicati da Spotify, chi utilizza Page Match avanza nei libri a una velocità circa due volte e mezzo superiore. Due terzi degli utenti della funzione hanno meno di 35 anni.

Spotify sta lavorando anche sulle Countdown Pages, che consentono di salvare in anticipo un audiolibro di prossima pubblicazione con un meccanismo simile a quello già utilizzato per gli album musicali.

Gli audiolibri entreranno inoltre nelle statistiche annuali di Spotify Wrapped. I nuovi mercati dovranno però attendere il prossimo anno.

Nessuna esclusiva per editori e autori

Spotify ha scelto accordi non esclusivi. Gli editori e gli autori potranno quindi distribuire gli stessi audiolibri anche sulle altre piattaforme.

La decisione assume particolare importanza in un mercato nel quale la distribuzione esclusiva può ridurre sensibilmente la quantità di pubblico raggiungibile.

Spotify preferisce puntare sulla dimensione della propria utenza e sulla capacità di suggerire titoli invece di vincolare i contenuti alla piattaforma.

Gli ascoltatori crescono del 39%

Spotify giustifica l’espansione internazionale anche con i risultati registrati nei mercati nei quali gli audiolibri sono già disponibili. Il numero degli ascoltatori mensili è aumentato del 39% rispetto all’anno precedente.

Le ore complessive di ascolto sono cresciute del 32%. Nel frattempo il catalogo globale ha superato gli 800.000 titoli.

Sono numeri che spiegano perché Spotify abbia deciso di accelerare e trasformare gli audiolibri in una componente globale della propria offerta.

L’obiettivo dichiarato consiste soprattutto nel raggiungere persone giovani e utenti che oggi leggono poco o non ascoltano audiolibri.

Il precedente dei Paesi di lingua tedesca

Germania, Austria e Svizzera rappresentano uno dei principali test già effettuati da Spotify. Gli audiolibri sono entrati negli abbonamenti Premium dell’area germanofona il 15 aprile 2025.

Anche in questi mercati gli utenti dispongono di 12 ore mensili comprese nel piano e possono acquistare pacchetti aggiuntivi da dieci ore al prezzo di 9,99 euro.

Al momento del lancio erano disponibili circa 350.000 titoli, dei quali circa 60.000 in lingua tedesca.

Gli editori tedeschi avevano individuato fin dall’inizio una possibilità interessante: raggiungere quella parte della popolazione che non aveva mai utilizzato un audiolibro oppure aveva abbandonato l’audio dopo gli anni delle produzioni radiofoniche.

Lo stesso scenario interessa ora Italia, Spagna, Brasile, Messico e gli altri nuovi mercati.

Spotify vuole aumentare il pubblico degli audiolibri

La mossa di Spotify può incidere profondamente sul mercato internazionale dell’editoria audio. Il vantaggio principale deriva dalla dimensione della piattaforma. Centinaia di milioni di persone possiedono già un account, conoscono l’interfaccia e utilizzano regolarmente l’applicazione.

Per provare un audiolibro non devono quindi iscriversi a un nuovo servizio o modificare radicalmente le proprie abitudini digitali. Per gli editori la vera opportunità riguarda proprio questo pubblico.

Spotify può contribuire a far conoscere gli audiolibri a persone che finora non li hanno mai acquistati, soprattutto nelle fasce più giovani.

La presenza di cataloghi locali, la distribuzione non esclusiva e l’integrazione con i sistemi di raccomandazione della piattaforma possono inoltre offrire nuove possibilità agli editori indipendenti e agli autori.

Rimane aperta una questione decisiva: in un catalogo destinato a comprendere centinaia di migliaia di titoli, ottenere visibilità sarà sempre più difficile. Spotify può mettere gli audiolibri a disposizione di oltre 750 milioni di persone.

Convincerle a scegliere proprio un determinato libro sarà invece il compito degli editori.

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