Audiolibri e podcast crescono: per il 34% degli utenti l’ascolto è aumentato nell’ultimo anno

Lo studio globale di Audible coinvolge 18.000 persone in 11 Paesi e fotografa un mercato audio in espansione. Sulle voci AI il pubblico resta diviso

L’audio sta conquistando una parte sempre più consistente del tempo dedicato all’intrattenimento e ai contenuti culturali. Audiolibri, podcast e serie audio fanno ormai parte delle abitudini quotidiane di milioni di persone e, soprattutto, continuano a crescere.

Secondo “The Future of Listening”, la nuova ricerca commissionata da Audible a NielsenIQ, il 34% degli ascoltatori ha consumato nell’ultimo anno una quantità maggiore di contenuti audio parlati rispetto ai dodici mesi precedenti.

Lo studio ha coinvolto 18.000 persone tra i 18 e i 64 anni distribuite in 11 Paesi: Australia, Brasile, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Messico, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti.

I dati mostrano un settore che ha ormai superato la fase pionieristica. L’audio è diventato un formato editoriale con proprie abitudini di consumo, propri meccanismi di scoperta e una capacità interessante di alimentare anche le vendite di libri cartacei ed ebook.

Brasile e Messico guidano la crescita

La crescita risulta particolarmente forte in alcuni mercati. In Brasile il 46% degli intervistati dichiara di ascoltare più contenuti audio rispetto all’anno precedente. In Messico la percentuale raggiunge il 44%, mentre Regno Unito e Stati Uniti si attestano rispettivamente al 38% e al 35%.

Secondo Audible, Brasile e Giappone figurano attualmente tra i mercati con la crescita più rapida.

I numeri confermano anche quanto il mercato dell’audio stia assumendo una dimensione globale. Le differenze tra i singoli Paesi rimangono significative, soprattutto per generi, modalità di ascolto e atteggiamento verso l’intelligenza artificiale, ma la crescita interessa ormai aree geografiche molto diverse.

Meno schermi, più ascolto

Lo studio individua anche una motivazione che va oltre il semplice intrattenimento. Per molti utenti l’audio rappresenta un’alternativa al tempo trascorso davanti agli schermi.

Il 51% degli intervistati afferma di aver utilizzato intenzionalmente audiolibri, podcast o altri contenuti parlati per sostituire attività legate allo schermo. Il 47% ritiene che l’ascolto abbia contribuito a ridurre il tempo trascorso sui social network.

In tutti gli undici Paesi analizzati, ascoltare a casa per rilassarsi risulta l’occasione più comune. Relax e comfort sono anche le sensazioni citate più frequentemente dagli utenti.

Il fenomeno acquista un peso particolare nelle famiglie. Il 52% dei genitori che ascoltano contenuti audio afferma che anche i propri figli lo fanno, e proprio la possibilità di offrire un intrattenimento senza schermo rappresenta una delle principali ragioni per incoraggiarli.

L’audio occupa quindi uno spazio interessante tra editoria, intrattenimento e benessere digitale.

Il narratore può determinare la scelta

Quando un ascoltatore deve scegliere un titolo, il genere resta il primo elemento preso in considerazione. Subito dopo arrivano l’argomento e gli interessi personali.

La voce narrante occupa però una posizione sorprendentemente importante: il 65% degli ascoltatori cerca altri titoli interpretati da un narratore che ha apprezzato.

Per gli editori significa che la scelta della voce può incidere sulla vita commerciale di un audiolibro ben oltre il singolo titolo. Un narratore apprezzato può diventare un elemento di fidelizzazione e contribuire alla scoperta di altri libri.

Anche i social mantengono un ruolo rilevante. Piattaforme e community come BookTok incidono soprattutto sulla scoperta di nuovi contenuti in mercati come Brasile, Messico e Stati Uniti.

Voci AI: metà del pubblico è disposto a provarle

Il tema più delicato dello studio riguarda inevitabilmente l’intelligenza artificiale. La metà degli intervistati dichiara di essere disponibile ad ascoltare o almeno provare contenuti narrati utilizzando voci generate dall’AI.

Le differenze nazionali sono però molto marcate. In Germania la percentuale si ferma al 42%. In Giappone raggiunge il 66%.

Nella maggior parte dei Paesi il pubblico appare più disponibile ad accettare una voce sintetica nella narrativa. Germania e Giappone mostrano invece una maggiore apertura nei confronti dell’AI applicata alla saggistica.

Il dato suggerisce che non esiste ancora un atteggiamento uniforme nei confronti della narrazione artificiale. La qualità della voce e la trasparenza sembrano destinate ad avere un ruolo decisivo.

Audible considera l’intelligenza artificiale uno degli strumenti disponibili per ampliare la produzione, soprattutto considerando l’enorme quantità di libri pubblicati in formato cartaceo o digitale che non dispongono ancora di un’edizione audio.

L’AI potrebbe inoltre facilitare la produzione in più lingue e rendere economicamente sostenibili titoli che oggi difficilmente verrebbero trasformati in audiolibri.

In Germania domina ancora la voce umana

I dati relativi alla Germania mostrano quanto le differenze culturali possano incidere sull’accettazione delle nuove tecnologie. Il 58% degli intervistati tedeschi vuole ascoltare esclusivamente voci umane.

Un altro 21% continua a preferirle, pur dichiarandosi disposto a prendere in considerazione l’AI in futuro. Il 14% si dichiara aperto alle voci artificiali, il 6% non mostra preferenze e appena l’1% preferisce esplicitamente una voce AI. Nella narrativa la preferenza per l’interpretazione umana risulta ancora più evidente.

Il mercato tedesco resta comunque dinamico: il 32% degli intervistati ascolta più audio rispetto a un anno prima e il 66% guarda con interesse all’evoluzione futura del settore.

Intrattenimento e relax rappresentano le motivazioni principali, rispettivamente con il 77% e il 76%, seguite dall’apprendimento al 65% e dal desiderio di rallentare il ritmo quotidiano al 64%.

Gli audiolibri generano sessioni più lunghe dei podcast

Anche la durata delle sessioni offre indicazioni utili. In Germania una sessione dedicata agli audiolibri dura mediamente 31,6 minuti. I podcast si fermano a 27,7 minuti, mentre le serie audio raggiungono 25,8 minuti. L’82% preferisce ascoltare da solo.

Mystery e thriller guidano le preferenze con il 34%, seguiti dal crime al 23% e da humour e comedy al 22%.

Anche qui emerge l’importanza del narratore: il 62% degli ascoltatori tedeschi cerca appositamente altri libri interpretati dalle proprie voci preferite.

Per scoprire nuovi contenuti, il 56% utilizza i social e il 41% si affida al passaparola.

Audible accelera sull’espansione internazionale

I risultati della ricerca arrivano mentre Audible sta aumentando la propria presenza internazionale. Il servizio opera in oltre 225 Paesi e territori e offre contenuti in più di 50 lingue.

Nel corso del 2026 ha avviato undici nuove esperienze locali e prevede ulteriori espansioni in Indonesia, Corea del Sud, Danimarca, Norvegia e Finlandia, con cataloghi, attività promozionali e sistemi di scoperta adattati ai singoli mercati.

La società sta lavorando anche su nuove forme di storytelling interattivo, sulla combinazione tra ebook e audiolibro e su strumenti destinati alle famiglie.

Un’altra area di sviluppo riguarda i dati messi a disposizione di editori e produttori, che potranno ottenere informazioni più dettagliate sul comportamento del pubblico e sulle vendite.

Il catalogo tedesco supera già il milione di titoli, dei quali oltre 115.000 in lingua tedesca.

L’audio sta diventando una parte strutturale dell’editoria

La ricerca commissionata da Audible conferma soprattutto un cambiamento nelle abitudini culturali.

Gli audiolibri non stanno semplicemente sostituendo altre forme di lettura. In molti casi favoriscono la scoperta di nuovi autori, spingono all’acquisto di libri e ampliano il numero di generi frequentati dal pubblico.

La crescita dell’audio offre quindi agli editori una possibilità che va oltre la vendita della singola edizione.

Un audiolibro può diventare uno strumento di acquisizione del lettore, generare interesse verso il catalogo di un autore e creare nuovi punti di contatto tra pubblico e casa editrice.

Resta aperta la questione delle voci artificiali. Una parte consistente del pubblico è pronta almeno a sperimentarle, mentre altri ascoltatori continuano ad attribuire grande valore alla performance umana. Il mercato sembra destinato a ospitare entrambe le soluzioni.

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