La Cina, la nuova “big thing” del podcast

Anche per il mondo dei podcast la Cina rappresenta un mercato con potenzialità inimmaginabili per quantità e qualità.

Anche il mondo del podcast guarda alla Cina come alla terra promessa. Il mercato cinese infatti non solo è il più grande del mondo, ma è anche quello che oggi come oggi possiede le maggiori potenzialità di crescita sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo.

Ximalaya, piattaforma da 250 milioni di utenti al mese, è oggi il punto di riferimento per il mondo del podcast cinese. Soltanto nel 2020 gli utenti di Ximalaya hanno consumato più di 26 miliardi di ore di ascolto, numero che corrisponde ai 3/4 del consumo complessivo di Podcast in Cina secondo i dati riportati da China Insinghts Consultancy.

Di fronte a numeri del genere, e alle inimmaginabili potenzialità di crescita di un mercato che oggi deve ancora fare i conti con un potere politico pesantissimo, è chiaro che tutti i grandi player stiano pensando a come fare per spartirsi la torta.

Ximalaya è nata nel 2012 ed è stata fondata da Jianjun Yu e Chen Xiaoyu (tra i partner della piattaforma podcast cinese troviamo l’onnipresente Tencent). Le valutazioni più recenti parlano di un valore di poco meno di 4 miliardi di dollari per Ximalaya, che solo nel 2020 ha incassato più di 600 milioni di dollari (poco meno della metà da abbonamenti e servizi a pagamento, il resto da pubblicità).

A sorprendere è soprattutto il balzo in avanti fatto nel Q1 2021 che ha segnato un eccezionale +65.2% rispetto al Q1 2020.

Non solo Ximalaya

Altra piattaforma interessante è QingTing FM, nata a Shangai nel 2011 e che offre ai suoi utenti la possibilità di creare canali radio personalizzati. Negli anni sono poi è arrivata anche Lizhi FM (2013), che però ha un sistema di business diverso: punta su una fascia molto giovane e guadagna soprattutto dalla vendita di articoli virtuali. Lizhi FM ha oggi quasi 50 milioni di utenti ed è la seconda piattaforma di podcasting più diffusa in Cina. Nel 2020 è diventata “pubblica”, sempre a proposito del controllo del potere politico su ogni tipo di contenuto in Cina… (ricordiamo che in Cina Clubhouse è stato bannato proprio perché difficilmente controllabile).

Abbiamo già scritto in passato di come il mercato cinese, anche per quanto riguarda i contenuti audio, abbia tutte le carte in regola per diventare il più importante del mondo. Nel 2018 si parlava di un mercato che avrebbe superato il miliardo di dollari nel 2020, e nel 2021 siamo invece a fare i conti con un mercato che vale più di 7 miliardi di dollari considerando soltanto i podcast a pagamento.

Il sistema di business del mercato del podcast cinese infatti è basato soprattutto sulle subscription, a differenza di quanto accade in Occidente dove il mercato è dominato dalla pubblicità, anche se le cose stanno cambiando molto velocemente.

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