Firmata l’intesa tra Indigo e Kobo per la distribuzione di audiolibri. Ma siamo sicuri che sul lungo periodo sia un accordo conveniente per Indigo?

Indigo, il più grande bookstore canadese, ha firmato un nuovo contratto con Rakuten Kobo per la distribuzione di audiolibri.

Kobo, società nata proprio in Canada ma acquisita nel 2012 dal colosso giapponese Rakuten, continua dunque la sua espansione nel settore dell’audiolibro.

L’accordo tra i due store è molto semplice: Indigo di fatto vende sottoscrizioni in abbonamento a Kobo (che, lo ricordiamo, per quanto riguarda l’Italia al momento si limita alla distribuzione di eBook) attraverso una landing page dedicata.

Gli utenti hanno la possibilità di fare un abbonamento gratuito di 30 giorni a Kobo, proprio come succede con Audible, dopo di che passano alla classica modalità in subscription senza limiti di ascolto.

Un accordo miope

Indigo incassa una percentuale su ogni singolo abbonamento venduto ma, a nostro avviso, si tratta di un accordo piuttosto miope per quanto riguarda Indigo.

In questo modo infatti il portale cede utenti a Kobo e, soprattutto, guadagna sul breve periodo ma rischia di perdere utenti e clienti sul medio e lungo periodo.

Vale la pena di ricordare che nel 2009 Indigo è stato uno degli investitori iniziali di Kobo che, nel decennio successivo, si è affermato come uno dei primi player al mondo per la distribuzione di contenuti digitali tanto che oggi ha più di 30 milioni di utenti attivi.

Resta da vedere se Indigo venderà audiolibri digitali direttamente sul proprio portale con un’applicazione co-branded, simile a quella sviluppata per Walmart negli Stati Uniti.