L’editoria italiana cresce, i lettori no. Digitale: il 62% degli italiani (14+) legge libri cartacei, il 25% ha letto un ebook e l’8% ha ascoltato un audiolibro

L’Ufficio Studi dell’AIE (Associazione Italiana Editori) ha pubblicato il Rapporto sullo stato dell’editoria italiana 2018 (il rapporto è disponibile in formato integrale a questo link). Per il terzo anno consecutivo il comparto editoriale italiano fa registrare segnali positivi anche se non aumentano i lettori.

Il mercato del libro infatti ha chiuso il 2017 con 2.773miliardi di euro di fatturato con un +2.8% rispetto all’anno precedente (+1.2 nel 2016, +0,2% nel 2015). Importante sottolineare come queste cifre non comprendano le vendite du Amazon che, secondo le stime dell’AIE (quindi non si tratta di dati ufficiali) farebbero crescere a 3.104 miliardi il fatturato del settore (+4.5% rispetto al 2016).

L’importanza dei mercati internazionali

A fare la differenza la vendita dei diritti di traduzioni di opere italiane all’estero: nel 2017 infatti gli editori e gli agenti italiani sono riusciti a vendere all’estero 7.230 diritti di edizione ai loro colleghi stranieri, cifra che corrisponde a una crescita del 10.1% rispetto al 2016 (9.290 sono stati invece i diritti acquisiti dagli editori nostrani con un calo del 2.5% rispetto al 2016).

Aumenta dunque l’appeal degli autori italiani nei mercati internazionali, come dimostrano i numeri sul lungo-medio periodo: le vendite di diritti italiani all’estero hanno avuto una crescita media annua del 18.9% dal 2001 a oggi.

Digitale, non solo ebook

Cala nel 2017 la produzione di titoli di ebook: la riduzione è del -15,9% e solo 6.419 (13,7%) sono pubblicati da case editrici. La parte restante è pubblicata da piattaforme o da aziende che si limitano a vendere servizi anche sofisticati di pubblicazione ad autori (o ad aspiranti tali).

Dal punto di vista del fatturato invece la crescita degli ebook continua ma è solo ad una cifra (+ 3,2%). Il digitale nel suo complesso (ebook + servizi web + banche dati) rappresenta nel 2017 il 16,3% del mercato totale (il 12,6% nel 2016).

Il 62% degli italiani (14+) dichiara di leggere libri cartacei, il 25% ha letto un ebook e l’8% ha letto «ascoltando» un audiolibro. Riguardo ai sistemi di modalità di lettura digitale, l’eReader rimane il principale dispositivo utilizzato per la lettura (33%), seguito da vicino da tablet (26%) e smartphone (26%).

Distanziato, il computer (notebook e portatili, per lo più) con il 15% delle indicazioni. A sua volta l’eReader è usato in prevalenza dalle donne (37% vs 30% uomini), così come il tablet (30% vs 23%). Solo gli smartphone risultano essere maggiormente usati da un pubblico maschile (32% vs 19%).

La multifunzionalità accompagnata dalla portabilità sta spostando in modo significativo le preferenze su quali dispositivi leggere, portando tablet e smartphone a diventare i dispositivi di riferimento per leggere ma anche per cercare e trovare informazioni, notizie, servizi, ordinare e acquistare libri e e- book. 

Nascono nuovi editori, non aumentano i lettori

Aumentano anche gli editori che si affacciano sul mercato con ben 755 nuove case editrici attive rispetto al 2010 (nel 2017 sono state 4.902 le case editrici che hanno pubblicato almeno). Complessivamente sono stati pubblicati 72.059 nuovi titoli con un aumento significativo rispetto al 2016 (+9.2%).

Non crescono però i lettori che si assestano tra il 59% e il 61% degli italiani a seconda delle stime (Istat o Osservatorio AIE). Mediamente dunque 4 italiani su 10 non leggono nemmeno un libero nell’arco dell’anno, né per lavoro né per piacere.

È questo il dato che preoccupa di più perché se si riduce la base di lettori si riduce inevitabilmente il bacino di potenziali clienti, con i soli lettori forti a restare come baluardo.

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