Per Forbes gli audiolibri sono il top trend dell’editoria. Nel mondo il settore vola, ma in Italia riusciranno ad uscire dalla nicchia?

Audiolibri, audiolibri, audiolibri. E poi ancora audiolibri. Chi bazzica il mondo dell’editoria ultimamente non sente altro: audiolibri, audiolibri, audiolibri… blablabla… Audible… blablabla Storytel… Google… KoboiTunes

Tutti pazzi per gli audiolibri, tanto che Adam Rowe su Forbes ha scritto proprio ieri che gli audiobooks sono il top trend dell’editoria.

I numeri del fenomeno

Del resto i numeri parlano chiaro: i ricavi di Audible UK nel 2017 sono saliti del 45% su base annua e hanno superato i 97 milioni di sterline. L’editoria sembra aver scoperto il bello degli audiolibri in digital download, settore che in UK è cresciuto del 28% rispetto al 2016. Crescita minore rispetto a Audible, certo, ma stiamo comunque parlando di numeri da fantascienza se paragonati agli altri formati.

Nel primo trimestre 2018 poi il digital download di audiolibri ha continuato a crescere facendo registrare uno stupefacente +32%, mentre le vendite di ebook nello stesso trimestre sono diminuite del 3.2%. Per Harper Collins gli audiolibri oggi rappresentano il 25% di tutti i ricavi provenienti dal mondo digital, mentre per Simon & Schuster le vendite di audiolibri in formato digitale sono aumentate del 43% nel primo trimestre del 2108.

E in Italia? Bolla o mercato vero?

Audible UK dunque sta andando benissimo tanto che ha registrato un utile di 2 milioni di sterline nel 2017 dopo una perdita di circa 12 milioni nel 2016

E qui arriviamo al punto della faccenda: oltre ad Audible (ovvero Amazon), chi si può permettere investimenti del genere nel panorama editoriale? In Italia nessuno, su questo non ci sono dubbi. Certo, Amazon investe in un’ottica che va al di là del singolo mercato di riferimento dato che l’obiettivo è quello di offrire più scelta possibile agli utenti prime (e, come direbbero i Metallica, di “kill’em all“).

Sarebbe interessante conoscere i numeri di Audible in Italia perché ad oggi tutti parlano di audiolibri ma nel nostro paese restano ancora un investimento sperando che il mercato blablabla…  Poi il settore ha senza dubbio beneficiato degli enormi investimenti di Audible (e ora di Storytel), ma proprio per questo stiamo vivendo una fase di bolla del settore. I big player stanno pompando dentro soldi, ma questi soldi dove finiscono?

Molti editori infatti hanno incassato in questi ultimi 18 mesi anticipi impensabili fino a un paio di anni fa per degli audiolibri (parliamo di numeri completamente fuori mercato).

Gli editori con le spalle più larghe stanno iniziando a investire direttamente nel settore, ma si muovono con estrema cautela (cosa più che comprensibile). Intanto molti editori fanno cassa con gli anticipi (giustamente), così come fanno cassa gli studios di produzione di mezza Italia (e i doppiatori/attori di turno) che di colpo si ritrovano pieni di lavoro.

Ma poi cosa succede? Il business è sostenibile? Esiste un mercato vero o sono ancora soltanto investimenti al buio? Di che numeri stiamo parlando? Perché finora nessuno ha mai messo sul tavolo i numeri veri del settore, cosa del resto tipica del mondo editoriale italiano, purtroppo…

Probabilmente ci vorranno ancora un paio d’anni prima di scoprire veramente se il gioco vale la candela. Il mercato italiano dell’audiolibro riuscirà a diventare un mercato evoluto in grado di camminare da solo con le sue gambe?

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