I dati dell’osservatorio Agcom sulle testate online e dell’osservatorio sulle comunicazioni fotografano lo stato dell’editoria digitale italiana.

L’Agcom, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazione, ha pubblicato in questi giorni due documenti molto interessanti per fotografare lo stato di salute dell’editoria digitale italiana: Osservatorio sulle testate online (disponibile qui) e l’Osservatorio sulle Comunicazioni (disponibile qui).

Osservatorio sulle testate online

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Partiamo dal presupposto che la televisione resta il media di riferimento per l’informazione degli italiani, con i quotidiani ormai in caduta verticale.

L’Agcom calcola poi che, per quanto riguarda il giornalismo, gli editori online presenti in Italia oggi sono circa un migliaio.

L’aspetto interessante è che, sempre per quanto riguarda il giornalismo, l’80% degli editori oggi opera esclusivamente in rete,  con il 68% che fattura meno di 100.000 euro all’anno.

Il dato medio relativo al fatturato è di 20.000 euro all’anno, dato che conferma come il settore del giornalismo online resti prevalentemente amatoriale. Le testate più grandi hanno in media 9 addetti e 18 consulenti esterni, quelle amatoriali un giornalista/fondatore e un venditore di pubblicità.

Per quanto riguarda i contenuti emerge in maniera chiara come l’editore specializzato, ovvero quello che punta in maniera verticale ad un pubblico ben definito, gode di un vantaggio competitivo concreto (il 46% delle testate online è specialistico).

Lo sport resta il tema più trattato (41% delle testate online), con il calcio che domina in maniera pressoché incontrastata. Altro dato interessante è quello legato alla dimensione locale delle testate online: più della metà infatti ha un livello provinciale.

Soltanto il 13% degli editori sul web si affida a contenuti premium (di solito le riviste iperspecializzate), per tutti gli altri la pubblicità resta il primo e più importante canale di finanziamento, con il 70% della pubblicità che viene venduta in maniera diretta. Ad oggi manca completamente un’offerta che stimoli i consumatori a pagare contenuti legati a news generaliste.

Osservatorio sulle comunicazioni

Molto interessante anche l’osservatorio sulle comunicazioni che evidenzia, se mai ce ne fosse bisogno, lo strapotere di Facebook sugli altri social network per quanto riguarda il web.

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Se andiamo a guardare i numeri, Google e Facebook (primo e secondo operatore per utenti unici) continuano a registrare performance positive (+10% complessivamente rispetto a dicembre 2016); seguono Amazon e Microsoft anche in questo caso con un trend crescente (rispettivamente +3,2 e +1,7 mln di italiani).

Si riduce invece il tempo di navigazione mensile degli italiani che passa a 50 ore (-3 ore rispetto a dicembre 2016); anche il tempo medio per utente speso su Facebook
è in contrazione (-21 minuti in media rispetto a dicembre 2016).

Disastroso infine il dato dei quotidiani italiani che continuano a scendere per quanto riguarda le copie cartacee e digitali, che arrivano a -300mila unità al mese.

In contrazione le vendite di copie cartacee dei quotidiani dei principali editori (-9% da dicembre 2016), così come le copie digitali, in assoluto e sul totale delle vendite
di quotidiani, che sono in diminuzione.

I primi 6 gruppi editoriali italiani complessivamente non arrivano infatti a 2 milioni di copie vendute al giorno nel mese di dicembre 2017 (a dicembre 2013 erano quasi 3 milioni).

Ricordiamo che in Germania Bild e Frankurter Allgemein da soli vendono 2,5 milioni di copie al giorno, contro le 2,6 milioni di copie di tutti i quotidiani italiani messi insieme.

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