Amanda Knox, disponibile da oggi il documentario di Netflix sul controverso caso del delitto di Perugia in cui venne uccisa Meredith Kercher.

Si chiama semplicemente Amanda Knox ed è il nuovo documentario prodotto da Nteflix sul caso del delitto di Perugia. Negli anni ho seguito con attenzione il caso dato che nel 2011 ho pubblicato insieme a Jacopo Pezzan un ebook e un audioboook, tradotti anche in inglese per il mercato worldwide. Fin da subito siamo rimasti sorpresi dall’eco mediatica del caso, eco che è continuata negli anni come ha dimostra questo nuovo documentario realizzato da Netflix.

Il caso giudiziario

Nella notte tra l’1 e il 2 novembre Meredith Kercher, studentessa inglese che studia a Perugia, viene uccisa nella sua abitazione. Gli inquirenti concentrano subito le loro attenzioni su Amanda Knox (coinquilina della Kercher), giovane studentessa statunitense, e il suo fidanzato Raffaele Sollecito.

Alla fine per l’omicidio verrà condannato a 16 anni di carcere Rudy Guede. Amanda Knox e Raffaele Sollecito, condannati inizialmente come coautori del delitto insieme a Guede dalla Corte d’Assise di Perugia nel 2009, sono stati poi assolti dalla Corte d’Assisere d’appello nel 2011 per non aver commesso il fatto. In seguito la Corte di Cassazione nel 2013 ha annullato la sentenza di assoluzione. Il 30 gennaio 2014 la Corte d’Assise d’Appello di Firenze sancisce nuovamente la colpevolezza degli imputati, che però vengono definitivamente assolti il 27 marzo 2015 dalla quinta sezione penale della Suprema Corte di Cassazione che annulla senza rinvio la precedente condanna “per non aver commesso il fatto”.

Ci troviamo quindi nella situazione a dir poco particolare per cui Rudy Guede è stato condannato per un omicidio commesso insieme ad Amanda Knox e a Raffaele Sollecito, che però sono stati assolti. Un caso estremamente controverso a causa di una serie di pesanti errori commessi dagli inquirenti all’inizio dell’indagine (cosa molto comune in quasi tutti i cold case), ma soprattutto un caso che ottenne un’enorme interesse da parte dei media.

Centrale il personaggio di Amanda Knox che per i media statunitensi divenne subito la vittima predestinata dell’arretrato e barbaro sistema giudiziario americano. Una reazione piuttosto comune a tutte le nazioni peraltro quando un loro connazionale viene processato da uno Stato estero.

 

Il documentario

Il documentario Amanda Knox è diretto da Rod BlackhurtsBrian McGinn, che hanno seguito personalmente a Perugia il processo per cinque anni (a partire dal 2011). Al centro del documentario una serie di interviste ai protagonisti della vicenda con in primo piano Amanda Knox, Raffaele Sollecito, Giuliano Mignigni (il Pubblico Ministero che seguì il caso e che si occupo anche della vicenda del Mostro di Firenze) e Nick Pisa (freelance che seguì fin da subito il caso). Nessun membro della famiglia di Meredith Kercher ha voluto partecipare al documentario.

Amanda Knox è però la figura centrale di tutto il documentario, come è stata centrale la sua figura nella narrazione giornalistica di una vicenda che ha dimenticato fin troppo in fretta la povera Meredith Kercher, come spesso accade in questi casi.

Il documentario dura 92 minuti e presenta anche una serie di immagini e filmati inediti, alcuni addirittura delle prime rilevazioni fatte dalle forze dell’ordine sul luogo del delitto. I due registi non hanno preso posizione ma hanno cercato di lasciar parlare il più possibile i fatti. Difficilissimo in un caso come questo in cui l’empatia ha giocato fin da subito un ruolo determinante, soprattutto nell’opinione pubblica.

Non è un caso del resto se al centro del lavoro di McGinn e Blackhurts c’è proprio il ruolo dei media in tutta questa brutta faccenda, sottolineando anche il fascino perverso esercitato nei media statunitensi da una piccola cittadina italiana come Perugia.

>> Guarda il documentario Amanda Knox direttamente su Neflix

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