Diego Piacentini è il nuovo Commissario Straordinario per il Digitale. Il vicepresidente di Amazon torna in Italia per dare una mano al Paese.

Diego Piacentini è il nuovo Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale. Dopo 13 anni in Apple e 16 in Amazon, dove era vicepresidente, Piacentini torna in Italia per lavorare pro bono direttamente su invito di Matteo Renzi.

Sarà a capo del team per la trasformazione digitale, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ecco le sue dichiarazioni: “Dopo tanti anni lontano dall’Italia ho deciso di tornare con in mente una forma di restituzione al Paese: darò una mano al Governo nel processo già avviato di trasformazione digitale e di contribuire alla semplificazione della relazione tra la Pubblica Amministrazione, i cittadini e le imprese».

Anche Paolo Barberis, Consigliere per l’Innovazione del Presidente del Consiglio dal 2014, lavorerà nello stesso team, anche lui pro bono.

Senza una squadra competente ed entusiasta non si va molto lontano – continua Piacentini – . La nostra missione è di rendere i servizi pubblici per i cittadini accessibili nel modo più semplice possibile. Cari talenti che vivete in Italia o che avete voglia di tornarci – anche temporaneamente – a un compenso che probabilmente sarà ben inferiore al vostro attuale: come vi convinco?”

Se volete provare ad entrare nella nuova squadra di Piacentini potete inviare il vostro curriculum qui.

Potevano mancare le polemiche? No.

Non a tutti però è andata giù la nomina di Piacentini che, di fatto, è stata vista come un caro saluto a Riccardo Luna, l’ormai ex Deus ex Machina del digitale italiano (di cui peraltro abbiamo parlato proprio ieri). Piacentini è senza dubbio un super big del settore, ma il suo forte legame con Amazon non è piaciuto ai soliti criticoni.

Del resto è inevitabile in un Paese come il nostro che qualsiasi cosa si faccia si venga immediatamente criticati. Sarà importante capire come Piacentini gestirà la transizione da Amazon al nuovo team governativo e se la cosa verrà fatta in totale trasparenza. Noi siamo convinti di sì, stiamo un po’ a vedere che succederà.

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