Salone del Libro, la spaccatura tra Torino e Milano farà diventare ancora più importante lucca comics & Games.

L’AIE, Associazione Italiana Editori, ha scelto Milano per dare vita ad una nuova manifestazione che prenderà il posto dello storico Salone Internazionale del Libro di Torino. È stato sottoscritto un accordo con la Fiera di Milano Rho per un grande evento che dovrebbe tenersi in concomitanza con il Salone di Torino, di fatto quindi spaccando in due il mondo editoriale.

Queste le parole di Federico Marotta, presidente AIE, al termine della riunione che a Milano ha sancito l’addio a Torino: “Si é molto dibattuto e il consiglio mi ha invitato a continuare la collaborazione con la Fondazione del Libro. Diamo grande disponibilità verso Torino per una collaborazione fattiva, che superi questa assurda divisione, non voluta da noi, che ha portato a fare valutazioni prive di fondamento”. L’Aie nel 2019 compirà 250 anni. “Siamo un valore per questo Paese”. Su 37 consiglieri presenti alla riunione 17 hanno vaotato a favore di Milano, 8 astenuti e 7 contrari. In totale quindi hanno votato 32 consiglieri su 37.

tafaZzi, il vero modello italiano

Naturalmente stanno già fioccando le petizioni, le lettere aperte, gli appelli e le proteste, ma soltanto tra gli addetti ai lavori, a dimostrazione di come il mondo editoriale sia sempre più chiuso su se stesso. Gli esempi internazionali dimostrano che in tutti i campi c’è bisogno di un solo grandissimo evento, unico a livello nazionale, capace di diventare polo di attrazione assoluto al di là dello stesso settore di riferimento, unito a tanti altri eventi minori (ma non per questo meno importanti) di contorno che muovano le acque, magari focalizzandosi su target ben precisi.

In Italia invece si assiste ad una frammentazione stupida in tutti i settori (pensiamo al caso macroscopico della Mostra del Cinema di Venezia e del Festival del Cinema di Roma) che indebolisce il settore di riferimento, frammenta l’attenzione del pubblico e dei non addetti ai lavori e, soprattutto, non fa crescere il business.

In uno scenario di questo tipo probabilmente Torino sarebbe stata la sede migliore per il più grande evento editoriale italiano, proprio perché nonostante tutto Torino resta una città “minore” rispetto ad un grande polo di attrazione come Milano. Fare il Salone del Libro a Milano significa creare un evento “indolore” per una città abituata ad eventi veri (pensiamo alla Settimana della Moda o al Salone del Mobile), eventi che possono contare su budget importanti e che hanno un impatto visibile sulla quotidianità della città.

Certo è che tutta questa bagarre non farà altro che rafforzare Lucca Comics & Games che oggi più che mai resta il più grande evento culturale italiano. Uno dei pochissimi capace di essere tra i punti di riferimento mondiale del suo settore insieme alla Mostra del Cinema di Venezia, con la differenza che Lucca è un evento di pubblico e per il pubblico. Del resto se ne sono accorti anche gli editori di “libri” (che per chi non lo sapesse sono molto più colti e intelligentissimi di quelli che si limitano a fare fumetti) che hanno iniziato a partecipare a Lucca e, visti i fatturati, secondo me saranno sempre più numerosi nei prossimi anni.

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