IVA sugli ebook, l’UE lavora ad una riduzione per parificarla a quella sui libri cartacei.

L’Unione Europea al lavoro per ridurre l’IVA sugli ebook parificandola a quella sui libri cartacei.

Il problema è annoso quando si parla di ebook e quo su Editoria Digitale ne abbiamo parlato in numerosi post, ma non c’è dubbio che ci sia la necessità di una presa di posizione dell’Unione Europea per rendere omogeneo il mercato.

L’IVA oltre gli ebook

A livello Europeo oggi l’IVA rappresenta il 7% del Pil dell’UE, ma si calcola che le frodi in questo campo superino i 170 miliardi di euro l’anno.

Proprio per questo motivo Bruxelles vorrebbe rafforzare la cooperazione amministrativa tra Stati. L’obiettivo è quello di monitorare meglio i versamenti della tassa e di cambiare il sistema di riscossione nel medio periodo.

Verrà proposto di prelevare l’IVA direttamente dal Paese di origine della merce, che poi la trasferirà a quella di destinazione che però continuerà a fissare l’aliquota. Tutto questo per evitare le cosiddette “frodi carosello” che avvengono quando una stessa merce viene venduta e ricomprata più volte in più Paesi senza mai versare l’Iva perché le vendite transnazionali sono esentate.

Al momento due sono le opzioni al vaglio della commissione: mantenere l’IVA minima al 15% e rivedere a periodi fissi la lista di beni e servizi a cui applicare quella ridotta, oppure abolire la lista ma con misure di salvaguardia da concorrenza sleale.

Resta il problema di fondo, ovvero che finché non ci sarà un’aliquota uguale in tutti i Paesi comunitari negli stessi settori resteranno palesi disparità di mercato.

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