La relazione annuale dell’Agcom certifica quello che tutti sapevano, il 2013 è stato un anno drammatico per l’editoria italiana: crollo di 700 milioni di euro nei ricavi.

La crisi dell’editoria italiana è sempre più profonda, con un 2013 semplicemente drammatico sul fronte dei ricavi come certifica la relazione annuale dell’Agcom.

È in calo tutto il comparto delle comunicazioni, con Radio e Tv in calo. Perfino Internet ha dovuto far fronte per la prima volta a un calo dei ricavi.

Il fatturato del settore comunicazioni crolla del 9% assestandosi a quota 56,1 miliardi di euro. Il peso del comparto editoriale sul PIL nel 2013 è complessivamente del 2,21% (nell’anno precedente era del 2,46%).

Per quanto riguarda le diverse aree ecco le diverse quote di fatturato: le Telecomunicazioni valgono 34,5 miliardi, Radio e Tv 8,6 mliiardi, 6,9 miliardi i servizi postali e 6,1 miliardi di euro per quanto riguarda l’Editoria (internet compreso).

L’editoria, manco a dirlo, è il settore che soffre di più. Il fatturato dei quotidiani sprofonda a 2,33 miliardi con un calo del 7% su base annua, mentre per i periodici si può tranquillamente parlare di tracollo con un pauroso -17% (ricavi complessivi per 2,35 miliardi).

Complessivamente quotidiani e periodici hanno perso in un solo anno 700 milioni di euro di ricavi. L’emorragia arriva dal calo della pubblicità (-13,7%) e dal calo dei ricavi delle vendite (-13%).

Anche la rete soffre, per la prima volta, di un calo della raccolta pubblicitaria: -2% nel 2013 rispetto all’anno precedente. fa eccezione Internet dove i ricavi della pubblicità sono scesi del 2%.

Scarica la relazione integrale in formato PDF.

Annunci