Il fatturato pubblicitario del reparto editoriale italiano nel 2014 è sceso dell’8,6%. Crollano i quotidiani con un -9,7%

La crisi della raccolta pubblicitaria per il comparto editoriale italiano sembra essere inarrestabile: il 2014 ha fatto registrare un -8,6% per tutto il settore stampa, con i quotidiani i grande sofferenza (-9,7%), seguiti dai settimanali (-7%) e dai mensili (-6%).

Non dimentichiamo che già per il 2013 si era parlato di “anno drammatico”, con il fatturato pubblicitario della stampa italiana in calo del 13,7%. Non a caso le dichiarazioni che arrivano da Assoquotidiani e Assoperiodici sono improntate ad un cauto ottimismo, proprio perché sembra che ci sia una timida frenata rispetto ai numeri pesantemente negativi degli ultimi anni.

Ecco cos’ha dichiarato Domenico Ioppolo, presidente di FCP-Assoquotidiani: “Il 2014, seppur rimane ancora un anno con il segno meno, rappresenta una decisa frenata del trend negativo che ha caratterizzato gli ultimi anni della raccolta pubblicitaria dei quotidiani. In questi anni di crisi i quotidiani hanno mantenuto e se possibile accresciuto il loro ruolo istituzionale e la loro funzione di informazione dell’opinione pubblica, favorendo la creazione di un orientamento informato e plurale. I brand dei quotidiani sono cresciuti molto nella dieta mediatica degli italiani a dimostrazione di come forte e fiduciario sia il rapporto tra i lettori e il proprio giornale: non dimentichiamoci che ci sono circa 4,5 milioni di copie vendute”.

Complessivamente dunque il fatturato complessivo della raccolta pubblicitaria del comparto editoriale è calato di 1,14 miliardi di euro. Gli ultimi mesi del 2014 comunque hanno fatto registrare andamenti positivi rispetto allo stesso periodo del 2013  (settembre +1,9 per cento, ottobre +1,8 per cento e dicembre +4,9 per cento)”.

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