Ma quanto dovremo aspettare prima di avere uno Spotify o un Netflix per la letteratura? Un servizio di noleggio ebook con abbonamento mensile fisso, che consenta di leggere quanti libri si desideri sul proprio eReader?

Tra quanto uno Spotify per gli ebook?A febbraio, in concomitanza col Festival di Sanremo, anche in Italia è stato finalmente lanciato Spotify, il celebre servizio musicale on demand, tramite cui è possibile ascoltare in streaming oltre quindici milioni di canzoni.

L’utente può scegliere tra un servizio gratuito, finanziato dalla pubblicità, e un abbonamento a 9,99 euro al mese, che consente di ascoltare e scaricare illimitatamente sul proprio PC, smartphone, tablet o iPod le canzoni preferite (ascoltabili però solo tramite il programma). È perfino possibile collegare il proprio cellulare all’autoradio per ascoltare Spotify anche in auto.

Un servizio così completo, immediato ed economico si pone come serissima alternativa alla pirateria digitale e a megastore online come iTunes, Amazon o Google Play. Perché tenere occupati centinaia di Gigabyte sul proprio computer, quando si può comodamente ascoltare la musica che si vuole quando se ne ha voglia? E perché spendere molti più soldi comprando CD o mp3, quando sono sufficienti dieci euro al mese? Senza parlare delle difficoltà nello scaricare illegalmente mp3 (i fake sono sempre in agguato, soprattutto per le novità).

È l’avvento di quella rivoluzione predetta da Jeremy Rifkin nell’Età dell’accesso (2000): il passaggio dal possesso al noleggio dei beni, che si tratti di auto, musica o film. Negli USA, infatti, da tempo hanno successo Hulu e Netflix, servizi di streaming che permettono di vedere film e serial tv senza dover acquistare DVD: un fenomeno che ha portato al fallimento del colosso Blockbuster.

Ma quanto dovremo aspettare prima di avere uno Spotify o un Netflix per la letteratura? Un servizio di noleggio ebook con abbonamento mensile fisso, che consenta di leggere quanti libri si desideri sul proprio eReader?

Sarebbe un sogno per i lettori forti, spesso costretti a svenarsi per soddisfare la propria passione, oggi molto più onerosa rispetto a quella di un cinefilo o un musicofilo. E anche una ricca fonte di business per un mercato che nell’ultimo anno ha avuto un calo del fatturato di quasi il 5% (fatta eccezione proprio per il settore digitale). Non va dimenticato, infatti, che molti discografici ormai guadagnano più grazie a Spotify che tramite le vendite tradizionali.

Il futuro è il noleggio, non ci sono dubbi, ma prima che possa affermarsi in campo editoriale temo dovremo attendere ancora molti anni. A parte le problematiche legate ai diritti, questo settore è storicamente frenato da quanti considerano il libro non come una merce ma piuttosto come un feticcio sacro, che non dovrebbe seguire le logiche del mercato ma quelle, assai più astruse, dell’Arte: autori che si credono tutti la reincarnazione di Hemingway, editori che si reputano colonne della cultura, anche se il 90% di quello che pubblicano è spazzatura (Legge di Sturgeon), e via dicendo.

Una mentalità per cui operazioni benemerite come i libri a 99 centesimi di Newton Compton sono demonizzate ed espunte dalle classifiche di vendita ufficiali.

D’altra parte, anche servizi come Spotify non avrebbero mai potuto vedere la luce senza la stimolo della pirateria digitale, che ha messo le etichette discografiche con le spalle al muro. Anche stavolta dovremo attendere che sia la diffusione sempre più crescente degli ebook piratati, giustificata da prezzi assurdi (spesso poco inferiori a quelli dei libri cartacei), a spingere gli editori a modernizzarsi?

Se si vuole rivitalizzare il mercato editoriale, incrementare il numero dei lettori e non perdere l’ennesimo treno tecnologico è il caso che quanto prima anche noi italiani ci decidiamo a desacralizzare l’editoria, dando meno importanza ai profitti e alle rendite di posizione degli editori e degli autori e molta più importanza ai diritti del lettore.

Il nostro auspicio è che anche la cultura divenga al più presto accessibile per tutti a basso costo legalmente.

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