Tonies verso gli 800 milioni grazie alle “audio box”: l’editoria globale guarda oltre il libro

Il Global 50 Publishing Ranking conferma la forza dei grandi gruppi, mentre audio, education, piattaforme e nuovi modelli di fruizione conquistano quote sempre più importanti

L’editoria mondiale resta un settore dominato da pochi grandi gruppi e caratterizzato da una stabilità sorprendente. La crescita più interessante, però, arriva sempre più spesso da attività che si collocano ai confini dell’editoria tradizionale: piattaforme audio, education, self-publishing, contenuti seriali e prodotti che combinano tecnologia, storytelling e proprietà intellettuale.

È uno dei temi emersi alla Fiera del Libro di Francoforte durante la presentazione dell’edizione 2026 del Global 50 Publishing Ranking, l’analisi curata da Rüdiger Wischenbart che da vent’anni osserva i maggiori gruppi editoriali internazionali.

Quest’anno il ranking comprende 48 aziende che generano complessivamente circa 65 miliardi di euro di ricavi, una cifra che secondo Wischenbart corrisponde a circa la metà del mercato editoriale mondiale tradizionale.

Un dato racconta meglio di altri il livello di concentrazione raggiunto dal settore: i primi dieci gruppi producono circa la metà dei ricavi delle 48 società presenti nella classifica.

Bertelsmann conquista il primo posto

Una delle principali novità del Global 50 Publishing Ranking 2026 riguarda Bertelsmann, che raggiunge per la prima volta la prima posizione.

Il dato dipende solo in parte da Penguin Random House. Negli ultimi anni Bertelsmann ha investito molto nel settore education, che oggi genera ricavi vicini al miliardo di euro.

Il settore education sta infatti modificando rapidamente il profilo di diversi grandi operatori internazionali. Alcune società hanno progressivamente ridotto la dipendenza dai tradizionali libri di testo e sviluppato modelli che comprendono piattaforme digitali, servizi educativi, scuole e personale docente.

Pearson, ancora fortemente legata ai textbook, ha invece registrato una riduzione dei ricavi. Il fenomeno rende sempre più difficile stabilire dove finisca l’attività di un editore e dove comincino education, tecnologia e servizi.

L’editoria cresce anche fuori dalle case editrici

Il Global 50 dedica sempre maggiore attenzione anche alle attività che Wischenbart definisce “publishing beyond publishers”.

Il self-publishing rappresenta uno degli esempi più evidenti. Le dimensioni economiche esatte del fenomeno rimangono difficili da calcolare perché mancano dati completi su ricavi e lettori, ma secondo Wischenbart i maggiori operatori possono ormai raggiungere dimensioni paragonabili a quelle dei grandi editori trade.

Ancora più evidente appare la crescita dell’audio. Piattaforme, servizi in abbonamento e nuovi dispositivi stanno modificando le modalità con cui il pubblico incontra storie, personaggi e proprietà intellettuali. In alcuni mercati questo fenomeno ha già raggiunto dimensioni considerevoli: in Svezia, per esempio, gli audiolibri rappresentano oltre il 60% delle unità vendute.

A questa evoluzione si aggiungono nuovi formati come i microdrama cinesi, serie video composte da episodi che possono durare appena un minuto e capaci di raggiungere pubblici molto ampi.

Tonies verso 800 milioni di euro di ricavi

Il caso più interessante discusso a Francoforte è probabilmente quello di tonies, società nata in Germania dieci anni fa e diventata uno dei fenomeni più importanti nel mercato internazionale dell’audio per bambini.

L’azienda prevede per il 2026 ricavi vicini agli 800 milioni di euro. Il sistema ruota intorno alla Toniebox, un dispositivo audio pensato perché anche bambini molto piccoli possano utilizzarlo senza smartphone o schermi. Basta posizionare una figurina sulla box per avviare automaticamente il contenuto associato.

Secondo il CEO Tobias Wann, tonies ha venduto circa 12 milioni di Toniebox e oltre 170 milioni di figurine. I dispositivi vengono utilizzati in più di cento Paesi, compresi molti mercati nei quali la società ancora non opera ufficialmente.

In media, i bambini ascoltano contenuti sulla Toniebox per circa cinque ore alla settimana.

Dalla Toniebox a un ecosistema di contenuti

La Toniebox originale rappresenta ormai soltanto una componente dell’offerta. L’azienda propone figurine dedicate ai bambini tra i tre e i sei anni, la linea My First Tonies destinata ai più piccoli, audiolibri e contenuti educational con Book Tonies e Clever Tonies, giochi audio con Tonie Play e i Creative Tonies, sui quali le famiglie possono caricare contenuti personali.

La maggioranza dei contenuti disponibili su tonies deriva ancora da licenze e partnership. L’azienda può acquisire produzioni audio già terminate oppure collaborare con editori e proprietari di diritti per adattare storie e personaggi alle caratteristiche del dispositivo.

Nel caso delle produzioni cinematografiche, l’audio originale spesso deve essere rielaborato per funzionare senza immagini. Tonies realizza quindi versioni narrative specifiche dei film e collabora con società come Disney e Paramount.

I grandi proprietari di diritti possono iniziare il confronto con tonies anche due o tre anni prima dell’uscita di un nuovo film.

Questo dettaglio mostra quanto sia cambiato il rapporto tra editoria, cinema, audio e licensing. Per un bambino il primo incontro con un personaggio può avvenire con una figurina e una storia audio, prima ancora che con un libro, un film o una serie televisiva.

I dati guidano anche la produzione dei contenuti

Tonies produce inoltre proprietà intellettuali originali sulla base delle abitudini di ascolto degli utenti.

Uno degli esempi citati da Wann riguarda Sleepy Friends, sviluppato dopo aver osservato l’utilizzo frequente della Toniebox prima di andare a dormire.

L’azienda ha quindi creato contenuti specifici per quel momento della giornata.

I dati di utilizzo possono fornire informazioni utili per sviluppare nuovi contenuti, scegliere formati e individuare occasioni di consumo che difficilmente emergerebbero dalle sole vendite dei libri.

Intelligenza artificiale: tonies distingue prodotto e organizzazione

Anche l’intelligenza artificiale è entrata nella discussione. Tonies ha sperimentato presto l’AI generativa. Circa tremila famiglie hanno partecipato a un test nel quale i genitori potevano indicare nome ed età del bambino, un argomento e altri elementi personali. Il sistema generava quindi una storia caricabile su un Creative Tonie.

Un secondo esperimento ha utilizzato l’intelligenza artificiale per creare messaggi natalizi personalizzati letti dalla voce di Babbo Natale.

Wann, però, esclude per ora la trasformazione della Toniebox in un giocattolo basato sull’intelligenza artificiale. Le perplessità dei genitori nei confronti degli AI toys consigliano prudenza, soprattutto con i bambini più piccoli.

La situazione cambia nelle attività aziendali. Secondo Wann, circa l’85% dei dipendenti di tonies utilizza quotidianamente strumenti di intelligenza artificiale.

La distinzione appare significativa: cautela nei prodotti destinati ai bambini, uso molto più esteso dell’AI nei processi interni.

Audio e lettura possono crescere insieme

Uno dei temi più delicati riguarda il rapporto tra ascolto e lettura. La diffusione dei contenuti audio viene spesso associata alla crisi della lettura, soprattutto tra bambini e adolescenti. Wann sostiene invece che le due attività possano rafforzarsi reciprocamente.

Una ricerca dell’Università del Wisconsin-Madison promossa da tonies ha osservato bambini che utilizzano regolarmente la Toniebox, analizzandone anche le competenze di lettura.

Secondo quanto riferito dal CEO, la familiarità con strutture narrative, personaggi, suspense e sviluppo delle storie può favorire l’interesse verso altri formati narrativi, compresi i libri. Questo effetto sarebbe osservabile fino a circa dieci anni.

Questo è il mantra ripetuto sempre da tutti i produttori di audiolibri, ricerca dopo ricerca, ovvero che l’audio fa bene alla lettura, che l’audio non è un concorrente e blablabla. Peccato che tutti si dimentichino di dire che appena gli adolescenti o, peggio, i bambini, hanno uno schermo in mano la lettura sparisce definitivamente.

Dal 2027 nuova espansione internazionale

Tonies opera oggi in dieci mercati. Dopo l’espansione negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Francia e in Australia, la società ha rallentato temporaneamente l’ingresso in altri Paesi per concentrarsi sulla crescita delle attività già avviate.

Dal 2027 l’espansione riprenderà. Wann ha annunciato l’ingresso in almeno due nuovi Paesi, senza indicarne i nomi. L’obiettivo dichiarato è raggiungere entro il 2030 tutte le principali regioni mondiali, comprese Asia e America Latina.

Un elemento fondamentale sarà la produzione locale. In Francia tonies ha puntato fin dall’inizio su contenuti francesi. In Australia realizza produzioni disponibili esclusivamente in quel mercato. La distribuzione internazionale del dispositivo, quindi, procede insieme allo sviluppo di cataloghi pensati per lingue, culture e pubblici differenti.

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