La voce umana è un prodotto in scadenza: audiolibri e AI, cade l’ultimo tabù

Audiolibri e AI, cade l’ultimo tabù: APA (Audo Publishers Association) pubblica le linee guida per audiolibri letti da intelligenze artificiali.

L’APA, Audio Publishers Association in collaborazione con Audio Publisher Group (associazione che fa parte di UK Publishers Associations) ha recentemente pubblicato le linee guida per la corretta nomenclatura degli audiolibri letti da Intelligenze Artificiali.

Che l’AI sia diventata dominante nei mercati internazionali di lingua inglese e spagnola dell’audiolibro è ormai un fatto piuttosto evidente, del resto noi ne avevamo già parlato in tempi non sospetti visto che utilizziamo l’AI per gli audiolibri nei mercati internazionali già dal 2021 (ma abbiamo iniziato a scrivere del problema già nel 2019)

La voce umana e un prodotto desueto

Quando abbiamo ipotizzato che nel giro di pochi anni l’AI avrebbe sostituito speaker e voci tradizionali siamo stati presi in giro con tono di sufficienza da molti colleghi.

Abbiamo letto addirittura dichiarazioni ufficiali di alti dirigenti di Audible che ripetevamo da più parti “su Audible non pubblicheremo mai audiolibri letti da AI e blablablabla…”, per ritrovarsi poi oggi con Audible tra i sottoscrittori del documento di APA. Ma non ci siamo affatto stupiti di questa cosa dato che l’avevamo scritta già un paio di anni fa.

Ancora un paio d’anni e poi bye bye voce umana…

A giugno 2023 qui su EDITORIA DIGITALE magazine avevo previsto che nel giro di 5 anni il 90% degli audiolibri pubblicati sarebbero stati letti da Intelligenze Artificiali (trovate l’articolo completo qui), ma evidentemente mi sbagliavo. Se si procede a questo ritmo credo che la cosa succederà già alla fine del 2025 o al più tardi a metà 2026.

Del resto tra i sottoscrittori del protocollo redatto da APA troviamo Audible, Bloomsbury Bookwire, Hachette, HarperCollins, Penguin Random House, Rakuten Kobo, Simon and, Storytel, Xigxag, Yoto e molti altri…

Mancano APPLE e Google, ma su APPLE Books e su Google Play Store è possibile pubblicare audiolibri letti da AI rispettivamente dal 2023 e dal 2021.

Il protocollo redatto da APA

Il protocollo redatto da APA si chiama AI NARRATION NAMING GUIDELINES FOR AI AUDIOBOOK ed è disponibile sul sito ufficiale di Audio Publishers Association

Comse si può leggere sul sito di APA l’obiettivo è quello di stabilire linee guida sulle best practice per editori, distributori, fornitori di software di gestione dei libri e rivenditori in merito ai termini che dovrebbero essere utilizzati per distinguere i tipi di prodotti di narrazione AI e dove e come dovrebbero essere applicati. Le convenzioni di denominazione suggerite in questo documento sono progettate per essere trasparenti per editori, rivenditori e distributori, offrendo al contempo chiarezza per i consumatori, consentendo una scelta informata e garantendo la fiducia continua nei nostri prodotti audio.

Centrale, a mio avviso, questa frase: Queste linee guida non esprimono giudizi sull’uso della narrazione AI nel settore. Un modo molto democristiano per sfilarsi dalla polemica neoluddista sull’uso dell’AI fatta dalle anime belle dell’editoria.

Un settore che verrà completamente azzerato

Resta di fatto il problema che un intero settore verrà completamente azzerato nel giro di qualche anno di fronte alla totale mancanza di comprensione di quello che sta succedendo non solo della politica (cosa di cui non mi meraviglio), ma anche dei big player che spingono verso uno scenario alla Philip Dick in cui l’AI creerà prodotti che verranno comprati da altre AI.

Tra l’altro gli stessi speaker stanno contribuendo in prima persona alla loro stessa estinzione cedendo i diritti di utilizzo delle loro voci a programmi di AI, fattore che durerà ancora qualche anno, giusto il tempo di addestrare al meglio le AI e poi delle voci originali non ci sarà più bisogno.

E così i big del mondo del cinema non dovranno più essere doppiati ma parleranno con la loro voce in tutte le lingue e assisteremo a vere e proprie ressurrezioni di voci morte e sepolte. Che poi ora parliamo di voci, a breve questo discorso si farà per i video e i film veri e propri con attori che cederanno i diritti della loro rappresentazione digitale e smetteranno di lavorare.

Particolare che, peraltro, li renderà giovani in eterno…

E adesso cosa succede?

Da un punto di vista delle dinamiche editoriale la situazione cambierà non poco nei prossimi mesi, con una serie di cambiamenti che peraltro sono già in atto in maniera evidente. Ma di questo parleremo in un prossimo articolo….

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