Editoria, tutti parlano di digitale ma i guadagni arrivano soltanto dalla carta, e lo scenario da qui al 2020 non cambierà di molto

Il nuovo Digital Consumer Publishing Forecast pubblicato dall’istituto di ricerca Ovum ha fatto un’analisi approfondita dell’editoria dai qui fino al 2020.

Lo scenario è molto chiaro e, contrariamente a quanto si sente ripetere in giro, la cara vecchia carta stampata continuerà ad esistere.

Il motivo è molto semplice: tutti parlano di digitale e ogni strategia di sviluppo è incentrata sull’online, ma il settore nei prossimi 5 anni non riuscirà a crescere così in fretta da soppiantare completamente la stampa tradizionale.

Il problema, se così lo vogliamo chiamare, è legato soprattutto ai fatturati: una previsione ottimistica relativa ai 50 mercati più sviluppati infatti parla del 24% del fatturato editoriale aggregato (libri, riviste e quotidiani) del 2020 dato dal digitale (che oggi a livello vale il 14% dell’intera torta).

Oggi il mercato digitale vale infatti 41 miliardi di dollari e dovrebbe arrivare a 74 entro il 2020.

Il dato più eclatante è quello relativo ai paesi più sviluppati digitalmente, ovvero gli Stati Uniti e la Gran Bretagna: anche in questi due mercati il digitale nel 2020 rappresenterà rispettivamente il 42% e il 37% del fatturato del comparto editoriale, con la carta che giocherà ancora un ruolo determinante.

Si apre dunque una nuova sfida di sistema per l’editoria, che dovrà imparare a ottimizzare sempre di più i guadagni dal settore fisico e, al tempo stesso, dovrà riuscire ad essere sempre sul pezzo sul fronte digitale.

La battaglia per i contenuti e per la rilevanza da qui al 2020 si giocherà tutta online, ma la battaglia per i fatturati si continuerà a combattere offline.

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