Via libera della commissione Bilancio della Camera all’emendamento che riduce l’Iva sugli ebook al 4% parificandola a quella sui libri cartacei.

A quanto pare sembra essere la volta buona per l’IVA al 4% sugli ebook che attualmente invece hanno l’IVA al 22%. È stato dato infatti il via libera della commissione Bilancio della Camera all’emendamento che riduce l’IVA sugli ebook.

Ora staremo a vedere se poi tutto questo si tradurrà in realtà, dato che la modifica dovrà essere confermata con l’approvazione del Disegno di legge di Stabilità. In pratica ai fini fiscali saranno consideati libri «tutte le pubblicazioni identificate da codice Isbn e veicolate e veicolate attraverso qualsiasi supporto fisico o tramite mezzi di comunicazione elettronica».

Cui prodest?

Gioiscono gli editori che finalmente potranno avere un po’ di margine in più sugli ebook, prodotti che oggi come oggi in Italia garantivano un margini risibile se non nullo agli editori. Gioiscono anche gli autori che, se hanno firmato i contratti giusti, vedranno le loro royalties aumentare un po’ di più (anche se i numeri del digitale italiano restano comunque bassa).

Gioiscono un po’ meno i librai, visto che con l’IVA al 4% sugli ebook gli editori probabilmente avranno maggior interesse a investire sul digitale piuttosto che sul cartaceo. Non cambia niente per i lettori perché sono sicuro che nessun editore abbasserà i prezzi ma invece si godrà un margine di ricavo superiore.

Bisognerà vedere poi cosa dirà l’Unione Europea che in passato si è già detta contraria ad iniziative di questo tipo. Non è quindi affatto scontato che l’annuncio sull’adeguamento dell’IVA tra libri e ebook si trasformi poi in realtà, come del resto spesso accade con la politica italiana ammalata da troppo tempo di “annuncite”.

L’editoria e il mercato

Personalmente credo che per il  settore editoriale l’IVA al 4% sugli ebook potrebbe essere una boccata d’ossigeno per un settore che, al di là dei valori assoluti marginali (il digitale vale il 5% del mercato editoriale italiano), fatica comunque a trovare un livello di sostenibilità accettabile.

Se poi mi chiedete che sia “giusto” che i libri (e gli ebook) godano di un regime di IVA agevolata vi dico di no, credo che sia una forzatura del mercato, un aiuto di stato molto discutibile a un settore produttivo che non accetta di stare sul mercato in maniera reale (e non venitemi a parlare di aiuti alla cultura perché non è di questo che si tratta). Vi consiglio a proposito di leggere il bel post di Andrea Andreetta su SugarDAILY, il blog di Sugarpulp.

Un successo della campagna #unlibroèunlibro? Non lo so, personalmente non credo che in Italia l’opinione pubblica conti qualcosa, men che meno quando si tratta di decisioni politiche o economiche. Sono d’accordo con Giulio Mozzi quando sostiene che le affermazioni alla base della campagne fossero false, ma del resto si è trattato di un’operazione di marketing tutto sommato ben pensata e strutturata anche se, di fatto, assolutamente marginale e invisibile in rete al di fuori degli addetti ai lavori.

Annunci