Il 31% degli ebook venduti su Amazon sono di autori indipendenti, 20% di piccoli e medi editori, il 38% di big dell’editoria e il 6% invece pubblicati dalla stessa Amazon.

Quanto pesano gli autori indipendenti sull’economia del mondo editoriale digitale? Molto, per lo meno secondo il report pubblicato da Authorearnings.com per cui gli indipendenti valgono il 31% degli ebook venduti su Amazo.

L’autopubblicazione è diventata dunque una realtà importante anche da un punto di vista economico e può essere tranquillamente definita come la nuova frontiera dell’editoria indipendente. Attenzione però, non stiamo parlando dei cosiddetti selfpublisher che invece rappresentano appena il 5% delle vendite su Amazon.

Gli Autori Indipendenti non sono i selfpublisher

Per autori indipendenti si intendono gli autori che sono già pubblicati da case editrici e che decidono di pubblicarsi da soli in digitale, una sorta di selfpublisher evoluti. Sono questi i veri selfpublisher temuti dai gruppi editoriali, non certo gli esordienti o i rifiutati dagli editori che pur di pubblicare si rivolgono a KDP di Amazon.

Del resto è un dato di fatto che il lettore legge un determinato libro perché è stato scritto da un determinato autore, e non certo perché è stato pubblicato da un editore piuttosto che da un altro, se non in rari casi di nicchia. Ecco perché ho sempre considerato falsata (forse volontariamente) la discussione intorno ai selfpublisher: a spaventare gli editori è uno scenario in cui autori come Stephen King, J.K. Rowling o George Martin decidano di pubblicarsi autonomamente.

Stiamo parlando di autori pesantissimi (soprattutto nel caso di Martin ;D), capaci di spostare milioni di lettori e che per questo vengono coccolati a peso d’oro dalle case editrici a suon di anticipi milionari. Finora, soprattutto in Italia, la discussione era sulla presunta qualità dei testi pubblicati dai selfpublisher, ma si tratta di un falso problema perché stiamo parlando di una percentuale davvero piccola del mercato, la stessa percentuale che più o meno è già occupato dall’editoria a pagamento, dall’editoria trash o biecamente commerciale.

La situazione attuale è già molta chiara: grazie alla rivoluzione digitale imposta da Amazon ora sono gli autori a dettare legge, tanto che gli autori indipendenti oggi valgono il 31% del mercato degli ebook, percentuale destinata a crescere sempre di più perché il numero di autori che deciderà di auto-pubblicarsi sarà sempre maggiore. E lo farà con tutti gli strumenti necessari a garantire un prodotto di alta qualità, questo è poco ma sicuro.

Lo scenario globale.

Per quanto riguarda lo scenario complessivo delle vendite su Amazon i piccoli e medi editori rappresentano la percentuale maggiore di vendite in ebook con il 38%, mentre i grandi gruppi editoriali rappresentati dai 5 più grandi editori USA valgono il 20% del mercato. Il 6% delle vendite è di autori che vengono pubblicati da Amazon mentre il 5% è la quota occupata dai selfpublisher.

Royalties maggiori per gli autori.

In uno scenario di questo tipo gli autori dunque riescono a ritagliarsi royalties sempre più alte, dato che mediamente i piccoli e medi editori retrocedono royalties maggiori agli autori nel digitale, ed è chiaro che nel caso degli autori indipendenti la percentuale è ancora più alta visto che Amazon retrocede il 70% del prezzo di copertina a chi sceglie di pubblicare con KDP.

Si viene a creare dunque un cortocircuito economico per cui gli autori che diventano importanti e noti anche grazie ai grandi editori che investono su di loro poi hanno enormi vantaggi economici a mollarli e a pubblicarsi da soli. Si ripete dunque il meccanismo per cui i piccoli editori erano la palestra di lancio per gli autori che poi approdavano alle grandi case editrici, solo che questa volta i big dell’editoria sono l’anello debole della catena.

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