Al Salone del Libro verranno presentati i dati AIE sul mercato editoriale italiano relativi al 2013. Le prime anticipazioni parlano di un preoccupante -6.2%.

Venerdì 9 maggio alle 10.30 al Salone del Libro di Torino verrà presentata l’indagine Nielsen sul mercato editoriale italiano relativa al 2013 e al primo trimestre 2014. Alcuni dati dell’indagine, commissionata dall’AIE (Associazione Editori Italiani), sono stati anticipati dal sito Affati Italiani.

Dopo tre anni annii segno meno il dato è ancora pesantemente negativo per il mondo del libro che registra un preoccupante -6,2% nei canali trade (GDO, librerie fisiche e online) e un -2,3% per quanto riguarda il numero di copie vendute complessivamente.

Il mercato del digitale cresce e arriva a conquistarsi una quota di mercato compresa tra il 2.7% e il 3.%, ma è chiaro che in termini di fatturato i numeri restano molto bassi, erodendo peraltro anche il fatturato complessivo dato che mediamente il costo degli ebook è più basso dei libri cartacei.

Lo scenario futuro sembra dunque quello di un ridimensionamento globale del fatturato globale, proprio come è avvenuto nel mondo della musica. Per questo motivo credo che gli editori, soprattutto i grandi editori, dovranno reinventare completamente il loro business. Il mondo della musica oggi punta tutto sugli eventi dal vivo e sull’utilizzo pubblicitario della musica, gli unici due campi che consentono ancora di fare numeri interessanti per quanto riguarda il fatturato.

Che soluzioni potrà trovare l’editoria? Difficilissimo dirlo, però non ci sono dubbi che qui non si sta più parlando di variare il proprio modello di business o di adattarsi agli scenari digitali, il punto della situazione è che bisogna mettersi in testa l’idea che è finita un’epoca. È iniziato qualcosa di nuovo, di completamente diverso a quello che c’era prima, e nessuno sa cosa succederà da qui ai prossimi 2 o 3 anni.

Una sfida eccitante per tutti i player coinvolti, non ci sono dubbi, ma mi rendo perfettamente conto del terrore e dello spaesamento di chi ha reiterato un modello di business consolidato per una cinquantina d’anni e che ora vede il suo mondo sgretolarsi sotto i piedi. È il mercato, bellezza.

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