51 provvedimenti annunciati e 5 realizzati. L’Agenda Digitale italiana naufraga e intanto gli ebook nelle scuole sono rimandati ufficialmente al 2015

Su questo blog ho parlato a lungo di ebook e scuola (qui 1 tutti i post), e devo ammettere che questa storia degli ebook nelle scuole rimandati al 2015 è la classica “notizia che non lo era”.

Dopo le polemiche dei mesi scorsi infatti arriva l’ufficialità: niente ebook come libri di testo nelle scuole italiane fino al 2015. Ad ogni modo dubito molto che per quella data in Italia saremo pronti all’utilizzo del digitale in maniera concreta nelle nostre scuole: troppo vetusto e arretrato il corpo insegnanti, troppo forte la lobby dell’editoria scolastica, troppi i limiti della società italiana nei confronti del digitale, troppo smisurata l’incompentenza e l’inadeguatezza della peggiore classe politica degli ultimi 150(mila) anni.

In un contesto come quello italiano infatti parlare di ebook a scuola è sicuramente demagogico, anche se è sempre meglio parlarne. Sono convinto poi che da qui al 2015 gli editori non faranno nulla per arrivare pronti alla nuova sfida digitale, salvo poi piangere il morto al momento opportuno. Spero vivamente di sbagliarmi, ma non credo.

E qui non si tratta di essere ottimisti o pessimisti, si tratta semplicemente di fare i conti con la realtà: questo governo ha appena tolto 20 milioni che erano destinati alla realizzazione della banda larga (il meraviglioso Decreto del Fare ci riserva una sorpresa dietro l’altra), quindi è facile prevedere ulteriori ritardi. Siamo sempre più indietro rispetto agli altri e, purtroppo, non solo non riusciamo a mantenere la distanza ma peggioriamo continuamente la situazione.

Tanto per essere chiari in tema di Agenda Digitale c’è un solo paese europeo messo peggio di noi, la Romania. Siamo indietro su tutto: velocità di connessione alla rete, acquisti online (solo il 17% degli italiani compra online, la media europea è 45%), utilizzo della rete…

L’ormai ridicola e penosa Agenda Digitale del resto è l’esempio perfetto di come questo sia il paese dei proclami: su 51 provvedimenti annunciati ne sono stati adottati appena 5, e addirittura 22 non sono neppure stati emanati anche se il termine per la loro adozione era scaduto già a dicembre 2012.

La solita barzelletta tutta italiana, anche se per l’ennesima volta c’è ben poco da ridere.

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