Federconsumatori ha accusato in questi giorni Kindle, il lettore di ebook di Amazon, di essere una gabbia dorata. La critica ci sta tutta anzi, a mio avviso bisognerebbe estenderla anche a molti altri player (provate a leggere un ebook acquistato su iBookstore su qualcosa che non sia un iPad o un iPhone…).

Premesso che resto sempre perplesso quando un soggetto come Federconsumatori cita come esempio una bufala di proporzioni colossali come quella della presunta causa di Bruce Willis alla Apple (è stata sbugiardata da tutti, sul sito del sempre ottimo Attivissimo trovate tutti i dettagli), vediamo comunque di andare nel merito della notizia evitando questi scivoloni imbarazzanti.

Ecco un estratto del comunicato di Federconsumatori (potete leggerlo tutto qui):

“Particolarmente critico caso degli e-reader Kindle di Amazon, le cui modalità d’uso fortemente restrittive hanno portato a chiedersi se sia legittimo limitare la fruizione di e-books acquistati su Kindle store ad un’UNICA categoria di lettori, ovvero la serie Kindle by Amazon. […]

La Federconsumatori sostiene che l’impossibilità di poter separare il contenuto digitale dallo strumento di lettura impedisce la “portabilità” dei contenuti su altri tipi di supporti (Samsung,Sony..) e conferisce indebiti vantaggi commerciali ad Amazon, penalizzando la concorrenza nel settore dell’editoria digitale e limitando il diritto dei clienti. […]

Ma non è questa l’unica perplessità: è legittimo impedire che i contenuti digitali acquistati legalmente siano donati (o ereditati)? […] Questa condizione impedisce anche l’atto stesso del DONO ad altre persone (fondato ovviamente sulla privazione e non sulla copia)”.

Io credo che, molto banalmente, il nocciolo del problema sta tutto nelle condizioni di acquisto: se tu accetti un determinato contratto devi conoscerne i limiti e rispettarli. Tutto il resto è chiacchiera. 

Bisogna rendersi conto che le regole del mercato sono cambiate: spendi 1 o 2 dollari per un ebook o per una canzone? Benissimo, ne trai un vantaggio economico, ma sappi che sarai sottoposto ad alcuni limiti. I vecchi soggetti non capiscono che il digitale ci impone un ripensamento globale di tutto il mercato dei contenuti. Non è cambiato soltanto il supporto, è cambiato proprio tutto il mondo che ruota intorno al contenuto, dal modo di fruire un contenuto al modo di produrlo, dal modo di venderlo al modo stesso di concepirlo e realizzarlo.

Che poi, a ben guardare, regalare un libro usato o prestarlo a qualcuno perché lo legga è a tutti gli effetti pirateria, tanto quanto far copiare un file. Ma gli editori hanno sempre fatto finta di niente perché il fenomeno era comunque marginale. Ora invece si sono svegliati e sono disperati…. siamo sempre alle solite!

Editori poi che sono in gran parte responsabili di questa situazione dato che sono i primi ad inserire i DRM nei loro file, ostacolando in tutti i modi i passaggi tra lettori diversi perché terrorizzati dalla pirateria. Cosa succederà? E chi lo sa, nessuno può dirlo, e penso che proprio per questo lo scenario sia davvero molto molto interessante!

 

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