Iniziamo con questo post una serie di interviste ad autori che si stanno facendo notare per il loro approccio easy e vincente con il digitale, dimostrando nei fatti che gli ebook e i libri di carta non solo possono coesistere tranquillamente ma che, anzi, si sta creando un mercato in cui il digitale e il cartaceo formano un unico ecosistema per cui più copie vendi in digitale e più ne vendi anche in cartaceo, e viceversa.

Ne parliamo con Rossella Calabrò, che ha spopolato con l’ebook “Perché gli uomini sposano gli opossum?”, e che ora sta facendo il botto con la parodia della trilogia delle 50 sfumature sia in digitale che in cartaceo (per ora sono usciti “50 sbavature di Gigio” in ebook e in cartaceo, mentre “50 smagliature di Gina” al momento è disponibile solo in ebook ma uscirà presto anche in libreria).

“Perché le donne sposano gli opussum?” è stato un caso editoriale che ha interessato lettori e addetti ai lavori: quanto è stata importante questa tappa nel percorso che ti portato al successo delle 50 sbavature (e delle 50 smagliature…)?
Mah, sai, prima di quell’ebook ci sono stati tanti anni di lavoro, tipo il mio Blog delle Matrigne per Condé Nast, altri libri pubblicati in cartaceo (per esempio “Di matrigna ce n’è una sola” edito da Sonzogno) e tanti altri lavori di scrittura. Credo che, prima di tutto, siano importanti le idee originali, sono loro che fanno la differenza. Di matrigne, in Italia, prima di me non ne aveva parlato nessuno, per esempio. E anche “Perché le donne sposano gli opossum?” per EmmaBooks è un libriccino ironico, senza pretese, ma con un’idea diversa dalle solite. Certo, il fatto di averlo pubblicato come ebook ha permesso la sua diffusione in un ambito nuovo, dove si è fatto vedere molto. Forse, nel calderone dalla carta stampata, avrebbe avuto, paradossalmente, meno visibilità.

Compri ebook e leggi in digitale?
Devi sapere che io sono pigrissima. Quindi, all’inizio, l’idea di tutto lo sbattimento tecnologico per scaricare gli ebook mi aveva frenato. Però, sempre per pigrizia, ho pensato anche che avrei potuto avere, in pochissimi minuti, da casa, magari pigiamata, tutti i libri che volevo. Insomma, alla fine ha vinto la pigrizia più pigra, e ora leggo felicemente sia in cartaceo che in digitale. L’importante è che il divano non sia virtuale.

Le tue 50 sbavature di Gigio vanno forte sia in digitale che in libreria, segno che non ha più senso pensare ai due mercati come “concorrenti”: perché secondo te molti editori invece continuano ad aver paura dell’ebook?
E’ che la gente in genere ha paura delle novità, ci mettiamo un sacco ad assimilarle. Abbiamo paura di perdere il controllo di una situazione che non conosciamo, di dover lavorare di più per capire come funziona. Cambiano i parametri, cambiano le regole, e la paura si fa viva. In tutte le cose della vita, credo. In più, e questo riguarda solo gli editori, gli ebook hanno una certa aura anarchica che spaventa.

I vantaggi e gli svantaggi di pubblicare in digitale.
Vantaggi, per quello che ho visto io: nessun problema di distribuzione, il libro si può avere subito, in un clic. Svantaggi: per ora il pubblico è di nicchia. Sottolineo “per ora”.

I vantaggi e gli svantaggi di pubblicare in cartaceo.
Vantaggi: la vanità è appagata, avere tra le mani il proprio libro, in forma di oggetto concreto, è una bella sensazione. Mi ricordo che per l’opossum ho ceduto alla tentazione di trasformarlo in cd rom, pur di avere qualcosa da mettere nella mia libreria. E poi in teoria con il cartaceo il target è più ampio. In teoria, sempre per il discorso della distribuzione, che a volte è un problema, e anzi fa parte degli svantaggi. Invece, la questione che tirano in ballo tutti, quella dell’odore della carta, a me sembra un po’ una scusa per non adeguarsi alla novità dei libri elettronici. A parte il fatto che la carta, veramente, puzza di petrolio.

Selfpublishing: che ne pensi?
Ne penso un po’ male e un po’ bene. Male (malissimo), perché non c’è, da parte degli editori, una selezione di testi di qualità (cosa che non avviene sempre ma vabbe’) e così i lettori sono esposti a una letteratura da cassonetto che nuoce sia a loro stessi, sia al mercato dei libri in genere. Ne penso un po’ bene (benino), perché certi testi, magari solo perché l’autore non sa come muoversi nel mondo dell’editoria, vengono ignorati e invece meriterebbero di essere pubblicati e letti. Col self-publishing lo sarebbero, ma è un gatto che si morde la coda: non è detto che uno che sa scrivere sappia anche autopromuoversi, e allora siam daccapo.

Continuerai a portare avanti anche progetti only ebook come l’opossum?
Certo che sì. Gli opossum, in natura, sono animaletti che si fingono morti in caso di difficoltà. Io sono più simile a un gatto, sono curiosa e mi piacciono le novità, i croccantini dal sapore diverso.

Dopo le sbavature di Gigio e le smagliature di Gina cosa ci aspetta?
Mpfffffffmmmmmbbbbfff, non posso dirlo… per ora. 😀

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