Maurizio Costa, amministratore delegato di Mondadori, durante il suo intervento alla presentazione del Rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione, ha scoperto l’acqua calda: “Negli Stati Uniti la lettura di libri su ebook e’ del 25%, un libro su quattro viene letto sul formato digitale. In Italia siamo solo al 3%”.

Una dichiarazione shock, non c’è che dire. Ma sentite il resto:  “il mercato del libro non e’ crollato. La somma tra ebook e libri è positiva. Nel Regno Unito per esempio a fronte di una riduzione della vendita di libri del 3%, c’e’ comunque un saldo positivo tra ebook e libri del 6%”.

Vuoi vedere che anche i grandi gruppi editoriali italiani iniziano a rendersi conto che il mondo è cambiato da un pezzo è che il loro modello di (non) business è bello che morto? Sinceramente vorrei sapere in base a cosa ci vengono a dire che il mercato digitale in Italia è al 3%, dato che i numeri veri li sanno soltanto gli editori (che si guardano bene dal comunicarli).

Io credo che nel mondo reale gli ebook si siano già ritagliati un buon 5% del mercato editoriale, ma questa è una mia sensazione. Purtroppo non c’è modo di verificare il dato in maniera oggettiva dato che Amazon e Apple ben si guardano dal comunicare i dati reali delle loro vendite e le cifre fornite dall’AIE sono decisamente poco affidabili. Basti pensare che quando si parla di dati ufficiali di vendita dei libri in Italia ci si riferisce ai libri venduti principalmente nelle librerie. Nessuno conteggia i libri venduti nella GDO, in Autogrill, ecc. Già, perché in Italia i libri si vendono solo in libreria, lo sanno tutti…

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