«Sebbene gli scrittori che abbandonano le casi editrici per il self publishing siano in aumento, io credo ancora in un rapporto proficuo tra l’autore e l’editore. Allo stesso modo però sono convinto che a volte bisogna uscire dall’ordinario e stupire se stessi e il proprio pubblico». […]

«I social media non stanno modificando la scrittura o le modalità di narrazione, ma certo il rapporto con i lettori oggi è più diretto e orizzontale: prima l’unica occasione che avevo di parlare con loro erano i firma-copie, oggi online posso incontrare migliaia di persone da tutto il mondo che amano o odiano i miei libri».

Gischler non crede, come il suo collega Jonathan Franzen che gli ebook e i social network stiano danneggiando la società: «Probabilmente gli amanti dei cavalli maledicono l’invenzione dell’automobile – afferma – e forse non hanno tutti i torti visto l’inquinamento che ha portato. Tuttavia credo che non esista nessuno al mondo capace di rimpiangere i tempi dei cavalli e delle carrozze».

Potete leggere tutto l’articolo di Serena D’Anna su Corriere.it

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