Qual è lo stato di salute del mercato editoriale digitale italiano? L’arrivo di Apple nel mercato italiano con il debutto di iBooks, e con l’imminente arrivo anche di Kindle Store su Amazon.it hanno sicuramente movimentato la situazione. Ma le novità sono tante, come ad esempio Google Books o l’annuncio di Barnes and Noble di stringere accordi di licenza internazionali.

Ecco come ha analizzato la situazione Marco Ferrario, fondatore di Book Republic insieme a Marco Ghezzi: “negli USA Kindle ha circa il 65% del mercato; 25% l’ha Nook (che ha rosicchiato quote anche a Kindle); il restante 10% è appannaggio di Kobo, Apple, Google e altri (nell’ordine). In UK Kindle domina ancora maggiormente il mercato (non ha competitor), mentre negli altri paesi europei il device più diffuso è l’iPad. Questo spiega l’accelerazione di Apple che ha anticipato Amazon lanciando iBookstore in una decina di paesi non di lingua inglese.

Quindi:
lato device la guerra ci sembra già vinta da Amazon nei paesi a lingua inglese, anche se Nook (che ha anche una versione color, tablet, a 249$) si è rivelato negli USA un concorrente temibile, al punto da costringere Amazon a lanciare il suo tablet (Kindle Fire, a 199$, dal 15 novembre in consegna negli USA). Nei paesi di lingua non inglese iPad è in vantaggio, ma l’arrivo di Kindle Fire e di Nook lascia intravedere una concorrenza senza esclusione di colpi (a Francoforte Kobo ha annunciato un accordo per distribuire e vendere il suo device in UK con WH Smith e in Francia con Fnac). I mercati sembrano tendere al tablet, ma è presto per dirlo: secondo noi si andrà verso device che incorporeranno sia l’e-ink che il colore retroilluminato (ma siamo lontani).
– lato store la concorrenza è molto più elevata ovunque, non solo per la presenza di più o meno tutti i player internazionali, ma anche per i numerosi player locali che ancora stanno nascendo. In Germania, Kindle store non ha fatto sfracelli (anzi, si sta muovendo sotto le aspettative) e in Italia iBookstore ha avuto un buon lancio per Mondadori (molto concentrato sul preorder della biografia di Jobs, che ha messo in vendita a 12,99€, 3 € in meno rispetto alle altre edizioni internazionali), mentre altri editori con cui abbiamo chiacchierato (Marsilio e Newton) non hanno registrato incrementi significativi. E’ molto presto per trarre delle conclusioni. Quello che sappiamo di Kindle è che ha firmato con Mondadori e RCS e sta firmando con Gems e altri editori“.

Lo scenario futuro sembra molto interessante dunque, dato che Book Republic (che attualmente insieme a Ultima Books distribuisce la quasi totalità degli editori indipendenti italiani e ha rapporti diretti con tutti i grandi editori) aprirà canali di vendita anche con Apple, B&N per gli Stati Uniti e, molto probabilmente, presto anche con Amazon, Kobo, Overdrive, Google e A2Publishing (aggregatore tedesco indipendente)

Ma come va il mercato? Secondo i dati Nei primi 5 mesi di quest’anno il mercato digitale USA è salito, al contrario della carta che è in leggera flesione. Complessivamente però il mercato è cresciuto: la gente compra (e forse legge) di più, spendendo meno, questa è la vera grande rivoluzione del digitale. Ancora una volta l’esempio con quanto è successo nel mondo dell’industria discografica dovrebbe far riflettere molto gli editori: si va verso un futuro fatto di persone che leggeranno molto di più spendendo molto di meno. E’ un bene per l’industria editoriale? No, senza dubbio, ma sarà un gran bene per la cultura.

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