Inizia oggi a Francoforte la Buchmesse, il più importante appuntamento mondiale per quanto riguarda l’editoria. Quella di Francoforte è una fiera dedicata essenzialmente agli addetti ai lavori: si firmano contratti, si stringono mani, si strappano esclusive, si fa un po’ il punto della situazione sul mercato editoriale internazionale.

Iniziamo a dare un’occhiata allo stato di salute dell’editoria italiana che, nonostante le geremiadi dei soliti uccelli del malaugurio sembra buono: il Rapporto sullo stato dell’editoria italiana 2011 (calcolato su dati Istat 2010) infatti dice che un milione di italiani in più rispetto all’anno precedente hanno letto almeno un libro. Ecco l’identikit del lettore medio: è molto giovane (il 65,4% dei lettori è compreso nella fascia 11-14 anni), donna (53,1% rispetto al 40,1% degli uomini), risiede al Nord (per il 54% rispetto al 35,2% del Mezzogiorno), è laureato (oltre l’80%), ricopre altri incarichi (oltre il 62%) o è studente (65,2%).

Resta un gap comunque con gli altri paesi europei dato che il lettore italiano resta purtroppo un “lettore debole e occasionale”, con 4 milioni di italiani che possono essere considerati “lettori forti” (più di 12 libri all’anno), e cioè appena il 7,1% della popolazione con più di 6 anni.

L’ebook e l’editoria digitali saranno senza dubbio i grandi protagonisti della Buchmesse 2011, che ad oggi si presenta in questo modo: il Nord America è senza dubbio anni luce avanti al resto del mondo, con l’eccezione del continente asiatico che resta comunque ancora lontano dai risultati ottenuti negli States. I motivi del resto sono strutturali, con Amazon che in molti paesi europei non vende direttamente ebook (a dicembre l’esordio in Italia?), con il ritardo della banda larga in Europa e più in generale con una serie di costi superiori (ricordiamo ad esempio che in Italia negli ebook l’IVA è al 20% mentre nei libri cartacei è al 4%)..

Il paese europeo in cui il mercato digitale va meglio è il Regno Unito, in cui gli ebook rappresentano il 3,7% del mercato. Ancora lontana l’Italia in cui l’editoria digitale copre lo 0,5%. La situazione del resto si spiega con il fatto che i titoli disponibili in italiano in ebook sono ancora pochi (appena 2omila) e con il fatto che poco meno di 1 milione di italiani possiedono un tablet o un e-reader. Secondo le previsioni comunque l’editoria digitale dovrebbe arrivare a conquistare il 6% del mercato editoriale italiano nel giro di 5 anni.

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