Ecco una di quelle notizie che fa capire quanto male facciano al sistema Italia le lobby e, soprattutto, quanto caro costerà alle nuove generazioni l’arretratezza tecnologico-culturale del nostro Paese: la Corea del Sud infatti ha stanziato una cifra superiore al miliardo e mezzo di euro per far sì che dal 2015 i suoi studenti utilizzino soltanto libri digitali.

Un progetto ambizioso che verrà curato direttamente dal Ministero dell’Educazione, della scienza e della tecnologia che si impegnerà a convertire i testi in formato ebook e li diffonderà attraverso il cloud computing e la copertura completa di tutto il sistema scolastico con reti WiFi.

Leggere una notizia del genere oggi, nel 2010, in Italia, è un po’ come sentire Papa Urbano VIII nel 1616 che parla dello sbarco dell’uomo sulla Luna.

Tra l’altro anche negli Stati Uniti molti editori stanno pensando e lavorando su progetti che riguardino libri di testo digitali per scuole e università: l’ l’editore McGraw-Hill ad esempio ha realizzato il primo ebook testo pensato per le scuole elementari e per i licei: si chiama CINCH ed si tratta di un testo clound-based di matematica e scienze contiene gli ebook necessari per il corso, le presentazioni e gli esercizi, ma anche video e contenuti multimediali. Ma ci sono esempi illuminati come quello della School eBook Library’s, servizio che mette a disposizione degli studenti oltre 2 milioni di testi in formato ebook (qui trovate un video dimostrativo molto interessante).

Inutile sottolineare la portata rivoluzionaria di un approccio di questo tipo a tutto il sistema scolastico in particolare e al sistema editoriale in generale. Per quanto riguarda l’Italia purtroppo questa è pura utopia, per lo meno nel breve periodo: al di là delle polemiche politiche riguardanti i tagli alla scuola (che non vogliamo approfondire) è un dato di fatto che per la Scuola italiana parlare oggi di rete, computer ed ebook è, purtroppo, soltanto una provocazione.

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