Come abbiamo anticipato nei giorni scorsi a Milano si sta svolgendo Editech, una due giorni che si propone di fare il punto sull’editoria digitale in Italia. Ma in Italia esiste ad oggi un mercato degli ebook? Per quanto riguarda il Bel Paese la stima per il 2010 e dello 0.1% rispetto mercato tradizionale, ma è importante ricordare che l’Italia è stato di fatto l’ultimo paese dell’Unione Europe ad entrare in questo mercato. Nel 2010 infatti erano disponibili 7.000 titoli scarsi, cifra vicina a quella del mercato spagnolo. Completamente diversa la situazione in altri paesi come la Germania (40mila titoli disponibili per uno 0.5% complessivo rispetto al mercato trade), la Francia (82mila titoli disponibili e l’1,5% del mercato) o la Gran Bretagna (400mila titoli disponibili e una quota di mercato che si aggira intorno al 3%). Situazione completamente diversa per quanto riguarda gli Stati Uniti dove gli ebook rappresentano ormai una realtà consolidata che si traduce in una cifra vicina al 10% del mercato editoriale.

Il mercato comunque sta lentamente crescendo, dato che a maggio 2011 in Italia si contavano più di 11mila titoli: se si pensa che solo a gennaio 2010 i titoli disponibili erano poco più di 1.500 è evidente di come l’interesse intorno all’ebook sia cresciuto a dismisura. I problemi che rallentano la diffusione dell’ebook sono tanti, come emerge in maniera chiara dai dati Nielsen Net Ratings, Istat e Ufficio studi AIE: l’Italia è il Paese dell’UE con la minor diffusione di Internet all’interno delle abitazioni (53% contro il 79% tedesco e il 77% dell’Inghilterra), ma è anche il Paese dell’UE in cui la banda larga è meno diffusa (39% di penetrazione rispetto ad una media del 69% in Inghilterra, 65% in Germania, 57% in Francia e 51% in Spagna.

C’è infine lo scoglio linguistico, dato che ad oggi gli ebook più diffusi sono naturalmente in inglese, linga tradizionalmente ostica agli italiani (secondo i dati Istat del 2009 soltanto il 6% degli italiani dichiara di conoscere bene l’inglese).

Un altro limite è l’alto prezzo dei device, che in Italia di media costano tra i 200 ed i 300 euro, il che si traduce in un 90% in più rispetto al mercato a stelle e strisce. La situazione è comunque migliore in Inghilterra (media di 150 euro), Germania (media di 200 euro) e Spagna (125 euro di media).

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