Il 2025 è stato un anno decisivo nel mondo dell’audiolibro: analizziamo dati e strategie per l’editoria audio partendo dai numeri dei colossi del settore
Il mercato degli audiolibri nel 2025 ha vissuto la sua più importante rivoluzione. Un vero e proprio cambio di paradigma che ha impattato in maniera sconvolgente su un settore vivissimo e che continua a crescere a ritmi impressionanti in tutto il mondo.
Alla Buchmesse di Francoforte Audible, Spotify e BookBeat, hanno messo sul tavolo numeri, tendenze e visioni. Ne esce un quadro chiaro. L’audiolibro non vive più ai margini dell’editoria.
Oggi gli audiolibri sono diventati un punto fermo dell’industria editoriale, tanto che quando si parla di audiobook è sparita ormai la formula dei “diritti correlati”.
L’audiolibro entra nella vita quotidiana
Fino a pochi anni fa l’audiolibro aveva un ruolo preciso. Riempiva i tempi morti. Il viaggio in auto. Il tragitto casa-lavoro. Le ore serali. Oggi lo scenario è diverso. I dati BookBeat mostrano un aumento netto dell’ascolto diurno e nel fine settimana.
L’audiolibro è diventato strumento di fruizione culturale costante. Non più legato a un solo momento della giornata. Secondo Audible, il 30% degli ascoltatori tedeschi usa l’audio prima di dormire. Il 48% ascolta mentre si sposta, in auto o a piedi.
Spotify conferma questa dinamica. Duncan Bruce, Director of Partnerships & Licensing per gli audiolibri, parla di numeri difficili da ignorare. Oltre la metà degli utenti premium idonei nei mercati anglofoni ha già provato un audiolibro. I nuovi ascoltatori crescono del 36% su base annua. Le ore di ascolto aumentano del 37%.
In mercati come la Germania, dove l’audio ha radici profonde, Spotify registra una crescita mensile vicina al 10% nel numero di ascoltatori di audiolibri. Francia e Paesi Bassi seguono lo stesso ritmo. Oggi figurano tra i mercati audio più dinamici al mondo.
Dal lancio degli audiolibri premium nel 2023, Spotify ha triplicato il catalogo in lingua inglese. Da 150.000 a oltre 500.000 titoli. L’offerta premium è ora attiva in 14 mercati globali. Il messaggio è chiaro: l’audiolibro è un settore di mercato importante.
I giovani ascoltatori spingono la crescita
I dati demografici raccontano una storia doppia. In mercati come Germania e Polonia la crescita passa soprattutto dagli under 30. BookBeat lo conferma. Spotify aggiunge un dato chiave. La metà degli ascoltatori di audiolibri sulla piattaforma ha meno di 35 anni.
Nei mercati maturi, soprattutto nordici, il quadro cambia. Qui crescono gli ascoltatori over 50 e over 60. In alcune aree, fino al 10% della popolazione utilizza piattaforme di audiolibri. Niclas Sandin, CEO di BookBeat, suggerisce una strategia a due velocità.
Nei mercati emergenti serve parlare ai giovani. Nei mercati saturi serve ampliare l’offerta. Più generi. Più formati. Più temi capaci di intercettare un pubblico adulto, curioso, con tempo e disponibilità economica.
La narrativa guida il mercato
La narrativa fa da padrona nel settore dell’audio parlato. I numeri BookBeat parlano chiaro. Circa il 60% dei libri avviati sulla piattaforma fa parte di una serie. Crime e fantasy guidano la classifica. Le storie seriali funzionano perché fidelizzano l’ascoltatore e moltiplicano il monte ore di ascolto.
Il caso delle saghe fantasy contemporanee, come la serie di Rebecca Yarros con FOURTH WING e seguiti, mostra un modello solido. L’ascoltatore entra in un mondo e ci resta. Volume dopo volume.
La saggistica segue logiche diverse. I tassi di completamento sono più bassi. Solo il 30% dei titoli nonf iction viene ascoltato fino alla fine su BookBeat. L’audio saggistico risponde a bisogni puntuali: informazione e approfondimento rapido.
Anche i libri per bambini mostrano un comportamento simile: alto avvio ma basso completamento. I più piccoli tornano sui personaggi noti, ecco allora che la ripetizione diventa un meccanismo fondamentale, ma chiunque abbia avuto un figlio piccolo o un fratello minore sa bene di cosa stiamo parlando (libri, storie e cartoni animati ripetuti fino allo sfinimento…).
Il coinvolgimento conta più della durata
Nel digitale circola un’idea dura a morire: i contenuti devono essere brevi. Eppure tutti i dati in nostro possesso smentiscono questa teoria, e personalmente posso confermare in base ai risultati del nostro catalogo. BookBeat mostra ascoltatori disposti a impegnarsi su testi lunghi, se la storia regge.
La durata media di un audiolibro fantasy supera le 14 ore. Il crime si attesta sulle 11 ore. Il punto di fondo è che nell’epoca dello streaming un solo utente che ascolta un audiolibro di 14 ore fa guadagnare di più alla piattaforma e all’editore rispetto a 10 utenti che ascoltano un libro di 10 ore.
Questo significa che con un audiolibro di lunga durata ti basta coinvolgere una fetta di pubblico minore per garantire guadagni maggiori. Una rivoluzione copernicana rispetto al mondo della vendita o del digital download.
Backlist forti, ma il nuovo guida davvero
Audible segnala un dato rilevante. L’80% dell’uso della piattaforma riguarda titoli di catalogo. La backlist, il catalogo, fa quindi tutta la differenza del mondo. Ma questo chiunque lavori nell’editoria lo sa.
Chiunque tranne i super manager che una decina d’anni fa arrivarono con arroganza nel settore audio, sostenendo che classici e backlist erano inutili (salvo poi ricredersi in fretta dopo una serie di batoste imbarazzanti).
Il potenziale resta enorme. Su circa 150 milioni di libri disponibili nel mondo, poco più di un milione esiste in formato audiolibro. La maggioranza in inglese. Le lingue diverse dall’inglese restano sotto rappresentate. Qui si apre uno spazio enorme per editori e detentori di diritti.
BookBeat invita alla prudenza. La backlist trova nuova vita nel digitale, ma il vero motore dell’engagement resta il nuovo. Il 97% degli audiolibri in catalogo BookBeat è stato ascoltato almeno una volta. Solo il 20% supera i 1.000 ascolti. Ed è questa soglia indica una reale sostenibilità commerciale.
Un altro dato pesa più di tutti. Oltre il 70% dei libri ascoltati nel 2025 è stato pubblicato nei quattro anni precedenti.
La lingua locale vince
L’inglese domina l’immaginario globale. Nei dati di ascolto vince la lingua locale. In Svezia, il 94% degli audiolibri ascoltati è in svedese. BookBeat lo conferma.
Chi lavora sull’audio deve investire in traduzioni. Deve localizzare. Deve conoscere il pubblico. I mercati maturi premiano cataloghi costruiti su misura.
Intelligenza artificiale tra promesse e limiti
La narrazione AI resta, per ora, lontana dai prodotti premium. L’ascoltatore paga volentieri per ascoltare una voce credibile e coinvolgente. Umana insomma. Ma tutti gli analisti concordano nell’ipotizzare che la voce umana ha vita molto breve nel mondo dell’audiolibro.
Sul fronte traduzioni, lo scenario cambia. L’AI accelera i processi, riduce i tempi e aiuta a portare titoli di tendenza su più mercati in modo rapido.
Audible ha sviluppato diversi strumenti basati su intelligenza artificiale, nonostante le altezzose dichiarazioni di alcuni manager Audible che qualche anno fa demonizzavano l’AI ripetendo a destra e a manca la solita tiritera sul valore della voce umana, ecc. ecc.:
- Text-to-speech con oltre 100 voci in varie lingue e accenti.
- Traduzioni assistite, sia testo-testo sia voce-voce, con mantenimento della voce originale.
- Programmi di replica vocale, attivati solo con consenso esplicito degli interpreti.
Un mercato in piena trasformazione
In estrema sintesi il mercato degli audiolibri continua a crescere e a strutturarsi. Su queste pagine siamo stati tra i primi a raccontarvi di questa evoluzione, scrivendo in tempi non sospetti che l’audiolibro sarebbe diventato centrale nel mondo editoriale (il nostro primo articolo dedicato alla classifica degli audiolibri più venduti in Italia è del luglio 2011).
Chi lavora oggi nell’editoria digitale si trova ora di fronte un settore vivo e molto competitivo. Un settore ancora aperto e in cui è possibile disintermediare facilmente, bypassando i grandi editori perché i margini sono ancora bassi per chi lavora in maniera molto strutturata.
Quello che è certo è che l’audio parlato non è una moda. È un formato adulto. E chiede strategie all’altezza.