A questi ritmi nel giro di qualche anno gli audiolibri letti da speaker e attori professionisti diventeranno un mercato di nicchia.
Un interessante articolo pubblicato su Dosdoce sottolinea come su Audible siano già disponibili più di 40.000 audiolibri letti da un’Intelligenza Artificiale.
A novembre Amazon ha lanciato il programma KDP Beta for audiobooks (ne abbiamo parlato qui) che consente agli autori KDP di pubblicare il formato audiolibro dei loro eBook grazie all’AI; oggi a distanza di 6 mesi in catalogo sono già presenti 40.000 titoli realizzati grazie all’intelligenza artificiale.
Il numero è impressionante se si pensa che ogni anno negli Stati Uniti si pubblicano circa 75.000 audiolibri in lingua inglese. Se si procede a questi ritmi è molto probabile che gli audiobook letti da speaker e attori professionisti diventeranno una nicchia di mercato nel giro di qualche anno.
E tutto questo nonostante Audible (per lo meno in Europa) abbia dichiarato a più riprese che continuerà a puntare sulla voci umane per le sue produzioni, sottolineando come l’unicità della voce umana sia un asset imprescindibile (peccato che per la grafica invece usino l’Intelligenza Artificiale… ma questo è un altro discorso, anche nel mondo dell’AI c’è chi è più uguale degli altri, evidentemente il lavoro di un grafico vale meno di quello di speaker).
Un mercato già consolidato
Noi di LA CASE Books pubblichiamo audiolibri letti da speaker e da attori professioni e audiolibri letti da intelligenze artificiali, sfruttando le potenzialità e il servizio multilingua di Google. Sì perché non esiste solo Audible, ormai l‘intelligenza artificiale è diventata un asset importante di Google, Spotify, Storytel e Apple quando si parla di audiolibri.
Siamo stati probabilmente tra i primi a credere in questo mercato dato che già a fine 2021 abbiamo iniziato a pubblicare titoli letti da AI. Il risultato da parte del mercato ha superato ogni aspettativa tanto che oggi il comparto AI vale all’incirca il 30% del nostro fatturato complessivo.
Versatilità, velocità e… qualità
Negli ultimi anni la qualità degli audiolibri letti da intelligenze artificiali è cresciuta in maniera esponenziale, e i risultati si vedono.
Google ad esempio offre agli editori la possibilità di aggiornare automaticamente il file di ogni audiolibro. Questo significa che un cliente che acquista un audiolibro letto da un’AI su Google Play Store oggi ascolterà un file molto diverso da quello che si poteva ascoltare tre anni fa, dato che nel frattempo l’Intelligenza Artificiale si è evoluta ed è migliorata. Correzione di errori, accenti e toni più naturali, maggiore fluidità e spontaneità delle voci.
I più recenti aggiornamenti delle voci artificiali contengono addirittura respiri e piccoli rumori tipici della lettura umana, per aumentare il senso di naturalezza delle voci. Dettagli forse impercettibili a chi non è esperto del settore, ma vi assicuro che il risultato è inquietante se pensiamo che a “leggere” è un’intelligenza artificiale.
Anche perché questi piccoli rumori quasi impercettibili di solito venivano regolarmente eliminati in fase di editing per “migliorare” la qualità delle voce, oggi invece l’AI li inserisce per rendere il suo prodotto più umano…
Oggi l’AI permette agli editori di pubblicare un audiolibro in spagnolo letto con accento messicano, sudamericano o europeo; audiolibri in inglese con accento statunitense, british, indiano, australiano…
Tempo di produzione di un audiolibro di 40 ore? Pochi minuti. Inevitabili dunque le ricadute in termini di spese e di investimenti per gli editori.
Copyright, la sfida del futuro
Resta ovviamente aperto il problema del copyright dei prodotti realizzati da Intelligenze Artificiali, tema che senza dubbio sarà al centro del dibattito nei prossimi anni, un dibattito in cui stride in maniera imbarazzante la totale assenza della politica che sembra non aver minimamente compreso la portata epocale dell’impatto dell’AI nel lavoro creativo.
E non stiamo parlando di futuro, di anni. Stiamo parlando di oggi, di adesso.