Audiolibri, su Google Play disponibili anche voci in Hindi con l’AI

Audiolibri, su Google Play sono disponibili anche le voci in Hindi che si vanno ad aggiungere a Inglese, Francese, Tedesco, Spagnolo e Portoghese realizzate con l’AI.

Google è stato il primo player globale a investire nel mercato degli audiolibri letti da Intelligenze Artificiali.

Già nel 2021 infatti Google Play Store ha iniziato a mettere a disposizione gratuitamente il servizio di creazione di audiolibri letti da AI a un numero limitato di editori.

Poi sono arrivati Apple, Storytel e tutti gli altri. Recentemente anche Amazon ha avviato la sperimentazione in beta rivolta agli autori KDP (nonostante Audible resti ufficialmente assolutamente contraria all’utilizzo dell’AI… solo per quanto riguarda la voce però, dato che per quanto riguarda la grafica l’AI viene utilizzata sistematicamente dal colosso degli audiolibri di proprietà di Amazon).

Un mercato sempre più internazionale

Google però resta sempre un passo avanti, se è vero che già dal 2021 offre agli editori la possibilità di creare audiolibri con l’AI sfruttando voci in inglese (accento british, americano, indiano e australiano), spagnolo (accento spagnolo, messicano e sudamericano), tedesco, francese, portoghese (accento brasiliano) e ora anche hindi.

Ovviamente l’India è uno dei mercato più interessanti per quanto riguarda lo sviluppo del settore e quindi con questa mossa si spalanca davvero una porta su un mondo tutto da esplorare.

Noi di LA CASE Books, ad esempio, abbiamo notato che vendiamo di più i grandi classici della letteratura in audiolibro se viene impostata una voce che legge in inglese con accento indiano, segno che sicuramente c’è un mercato interessato alla differenziazione regionale.

I motivi ovviamente sono tanti: prezzo più accessibile per gli utenti, meno concorrenza in quanto sono pochi i titoli disponibili in audiolibro con questo accento, relativa novità della proposta, possibilità di pubblicare anche titoli che sarebbero potenzialmente in perdita dato il basso costo in ingresso, ecco.

Il prossimo step?

Chiaro che il prossimo passo potrebbe essere quello di offrire la possibilità di fornire il servizio anche in cinese e giapponese, sicuramente due mercati estremamente interessanti per questo tipo di prodotti, senza dimenticare le enormi potenzialità dell’arabo o del coreano.

Si tratta però di mercati su cui vige un forte controllo politico e culturale, quindi non credo che per Google sia così facile muoversi in maniera sotto traccia come ha fatto finora.

Stiamo a vedere quali saranno i prossimi sviluppi di un settore che corre alla velocità della luce, se si pensa che a dicembre 2021, quando abbiamo iniziato era disponibile soltanto la scelta dell’inglese (già in quattro accenti però), e ora nel giro di un paio d’anni siamo già arrivati a 6 lingue con le relative varianti regionali.

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