Gli articoli scritti dai software sono in forte aumento e i lettori non lo notano, a riprova di quanto è ormai bravo il computer. Forbes, Business Insider, Huffington Post… sempre più giornali ne fanno uso.

Qualche settimana fa Christer Clerwall, professore associato e ricercatore dell’Università di Karlstad, Svezia, ha sottoposto al vaglio di 46 laureandi in comunicazione due brevi articoli su una partita di Football americano: uno dei due scritto da un giornalista del Los Angeles Times, l’altro composto da un software. Il risultato è stato sorprendente.

Gli studenti, infatti, non hanno saputo riconoscere quale dei due testi fosse stato scritto da un umano e quale, invece, generato da un computer. Dei 18 che hanno letto l’articolo del giornalista, 10 si sono detti sicuri che fosse stato originato da una macchina; tra i 27 cui è stato sottoposto il pezzo “firmato” da un robot, 10 ne hanno attribuito la paternità al reporter del quotidiano californiano.

Leggi tutto l’articolo di Valero Bassan su Pagina99

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