Rossella Calabrò

Anche nel mercato italiano il passaggio dal digitale al cartaceo è sempre più comune: iniziano ad essere tanti infatti gli editori che scelgono di puntare su autori che si sono fatti notare esordendo in ebook da selfpublisher o con editori indipendenti.

Newton Compton ad esempio pubblicherà Stefano Lanciotti (che aveva dato la notizia in anteprima sul palco Sugarpulp Festival 2012) e Anna Premoli, e un altro importante editore (di cui al momento non posso fare il nome) pubblicherà nel suo catalogo “Che Dio ti aiuti, Bambola!”, il romanzo d’esordio di Carlo Callegari uscito a dicembre 2011 con LA CASE Books.

Carlo Callegari

Senza dimenticare che “20 corpi nella neve” di Giuliano Pasini, uno dei bestseller Fanucci di quest’anno, era uscito originariamente in ebook a seguito di un concorso online. Ma penso anche all’enorme successo di Rossella Calabrò con le sue “50 sbavature…” che affonda le radici in quella piccola meraviglia digitale che è “Perché le donne sposano gli opossum”?

Dopo il boom di “50 sfumature di grigio” che, non dimentichiamolo, viene proprio dal selfpublishing, i grandi editori iniziano a capire che il digitale può diventare un bacino importante da cui attingere.

Credo che tra un po’ diventerà inutile inviare manoscritti ai grandi editori perché lo standard sarà quello di scegliere tra chi si è già fatto notare in digitale.

Stefano Lanciotti

Le strategie sono diverse: c’è chi si fa notare in digitale e poi esplode con un altro titolo in cartaceo (vedi Rossella Calabrò); c’è chi pubblica in cartaceo lo stesso libro che ha avuto successo in digitale ma con editing, cover e titolo diversi (vedi Stefano Lanciotti e Carlo Callegari, ma anche Giuliano Pasini); c’è infine che differenzia e sceglie di pubblicara alcune cose in cartaceo e altre in digitale.

Il digitale comunque si sta affermando sempre di più come laboratorio in cui tutto è possibile, una terra delle grandi possibilità in cui sperimentare, mettersi in gioco e ottenere visibilità tra gli addetti ai lavori.

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