Mentre l’Italia attende di sapere nei dettagli il piano delle liberalizzazioni che verranno effettuate dal Governo Monti iniziano a circolare le prime indiscrezioni e i primi commenti. Tranquilli però, noi non vi parleremo di tassisti né di farmacisti.

Tra i 28 articoli del testo ci sono infatti alcuni passaggi che interessano molto da vicino il mercato digitale, sopratutto per quanto riguarda la libertà di effettuare sconti: “Ogni impresa che svolga attività commerciale anche al dettaglio, in qualunque settore merceologico, può decidere in autonomia il periodo nel quale effettuare sconti, saldi o vendite straordinarie, la durate delle promozioni e l’entità delle riduzioni”. E, ancora, “sono abrogate le norme vigenti che stabiliscono obblighi preventivi di comunicazione all’amministrazione, poteri amministrativi o limiti di qualunque tipo inerenti alle facoltà disciplinate dal primo comma”.

Dovrebbero dunque sparire i vecchi saldi o vendite di fine stagione ma, sopratutto, verrebbe di fatto soppressa la tanto discussa legge Levi entrata da poco in vigore e che fissa al 15% il limite massimo di sconto applicabile ai libri.

Per quanto riguarda il problema dell’IVA per gli ebook (ricordiamo che, a differenza di quanto succede per i libri, agli ebook in Italia viene applicata l’IVA al 20%) la soluzione dovrebbe arrivare dall’Europa: il progetto di legge che l’attuale commissario per l’Agenda Digitale Neelie Kroes sta preparando infatti dovrebbe portare l’IVA al 4% anche per gli ebook. Usiamo però il condizionale perché al momento non c’è ancora niente di sicuro.

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