Il Mercato del libro italiano segna un -3%. Calano i volumi e le vendite, solo gli audiolibri registrano un importante +13.5%
Il mercato editoriale italiano ha chiuso il 2025 con numeri che fotografano un settore in contrazione, anche se con dinamiche articolate e segnali che aprono a interpretazioni non univoche. I dati ufficiali dell’Associazione Italiana Editori (AIE) e le analisi di mercato mostrano una diminuzione delle vendite complessive di libri in termini sia di copie vendute sia di valore economico, con alcune eccezioni nel digitale.
Il report IL MERCATO DEL LIBRO IN ITALIA NEL 2025, realizzato dall’Ufficio Studi AIE in collaborazione con Nielsen Book Data è stato presentato ieri a Venezia alla Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri sono disponibili sul sito dell’AIE a questo indirizzo.
Un Calo nei Volumi e nel Valore delle Vendite
Secondo i dati NielsenIQ BookData elaborati da AIE, il mercato dei libri trade (narrativa e saggistica a stampa venduti attraverso librerie fisiche, online e grande distribuzione) ha registrato una diminuzione di circa il 3% nei volumi, con 99,5 milioni di copie vendute, sotto per la prima volta negli ultimi cinque anni la soglia psicologica dei 100 milioni. Il valore delle vendite si è ridotto di circa il 2,1%, pari a una perdita di circa 32,6 milioni di euro, con il mercato complessivo a stampa attestato a 1,483 miliardi di euro.
La flessione coinvolge tutti i canali di vendita, anche se in misura diversa. Le librerie fisiche mostrano una maggiore resilienza rispetto ai negozi online e alla grande distribuzione: la perdita in valore nei bookstore tradizionali è stata contenuta (-0,7%) rispetto ai canali digitali e retail (-3,9% e -4,2% rispettivamente). Tuttavia, le librerie indipendenti soffrono un calo più marcato, con volumi in flessione dell’8,5%.
Le Dinamiche di Lettura e Genere
L’analisi dettagliata mostra che la diminuzione delle copie vendute non è uniforme tra i generi. La narrativa italiana in particolare perde terreno (-1,8% in copie vendute), mentre la narrativa straniera cresce in valore (+2,0%) ma cala in copie (-0,8%), segno di un aumento dei prezzi medi. Anche l’editoria per bambini e ragazzi mostra performance migliori rispetto ad altri segmenti, compensando in parte le difficoltà della saggistica e della manualistica specialistica.
Un elemento significativo è la contrazione delle novità editoriali: sono state vendute 1,2 milioni di copie in meno di nuove uscite nonostante il numero dei titoli pubblicati sia aumentato (da oltre 69mila nel 2024 a oltre 70mila nel 2025).
Audiolibri da record
In un contesto generale di calo, il settore digitale offre segnali meno negativi e persino di crescita. Gli eBook hanno registrato un aumento delle vendite in valore (+2,4% fino a 87 milioni di euro), mentre gli audiolibri hanno segnato una crescita robusta di oltre il 13%, raggiungendo circa 34 milioni di euro di giro d’affari. Questo posiziona gli audiolibri come il segmento a più alto tasso di sviluppo del mercato nel 2025. (euroborsa.it)
Questi trend suggeriscono che la trasformazione digitale del consumo di contenuti editoriali sta continuando e che l’audio e il formato elettronico rappresentano un’area di resilienza nel mare di contrazione della carta stampata.
Trend Ciclici e Contributi Esterni
Nel corso dell’anno, l’editoria ha anche risentito di dinamiche cicliche di spesa delle famiglie italiane. Il panorama economico generale, con un potere d’acquisto moderato e consumi ancora orientati verso beni essenziali, ha inciso sulle scelte di acquisto dei libri. Gli italiani hanno speso complessivamente meno in libri, ma l’effetto non è omogeneo nei vari comparti editoriali.
Confronto con i Dati Parziali del 2025
Le rilevazioni relative ai primi mesi del 2025 avevano già mostrato segnali negativi, con un calo delle vendite nei primi quattro mesi di circa il 3,6% in valore e del 3,2% in numero di copie. In quel periodo era emerso che quasi un milione di copie era stato venduto in meno rispetto allo stesso periodo del 2024, a conferma di un trend di rallentamento iniziato già nei primi mesi dell’anno.
Prospettive per il 2026
I numeri parlano chiaro, l’editoria va incontro ad anni difficili, difficilissimi. Nonostante tutto sembra di assistere alla barzelletta raccontata in LE HAINE di Mathieu Kassowitz, quella che recita “fin qui tutto bene“.
I grandi gruppi editoriali non fanno altro che invocare aiuto statali, si cerca di ridurre i costi puntando tutto sull’Intelligenza Artificiale e desertificando le redazioni, si ragiona sempre più in termini di quantità e non di qualità.
Insomma, quasi nessuno sembra aver capito che questa non è una crisi ma una rivoluzione completa, un cambio di paradigma.