Audiolibri, concorrenza e antitrust: Amazon dovrà affrontare una class action intentata dagli autori indipendenti.
Una nuova e importante causa antitrust potrebbe avere conseguenze rilevanti sul futuro della distribuzione digitale.
Un giudice federale di New York ha stabilito che Amazon dovrà affrontare una class action promossa da Christine DeMaio, autrice indipendente nota con lo pseudonimo CD Reiss, che accusa il colosso dell’e-commerce e la sua controllata Audible di pratiche anticoncorrenziali nel mercato degli audiolibri.
La giudice Jennifer Rochon, della Corte Distrettuale di Manhattan, ha infatti respinto la richiesta di archiviazione presentata da Amazon, aprendo così le porte a una causa che potrebbe ridefinire le dinamiche della distribuzione digitale per autori ed editori.
Il cuore della controversia: royalties ed esclusività
La vicenda ruota attorno a un programma di esclusiva temporanea proposto da Audible. Questo programma prevede che gli autori auto-pubblicati che accettano di distribuire i propri audiolibri in esclusiva su Audible per almeno 90 giorni ricevano royalties pari al 40% delle vendite. In alternativa, chi opta per la distribuzione non esclusiva può accedere a royalties ridotte al 25%.
Secondo l’accusa, questa politica costringerebbe di fatto gli autori a rinunciare alla distribuzione multipiattaforma per non subire un trattamento economico penalizzante. Una dinamica che, nel contesto di un mercato già altamente concentrato, rischia di ridurre ulteriormente la concorrenza, creando uno svantaggio strutturale per gli autori indipendenti e auto-pubblicati.
Una quota di mercato dominante
Stando ai documenti presentati in tribunale, Audible deterrebbe oltre il 60% del mercato statunitense degli audiolibri, a fronte di una quota pari a circa il 20% per Apple. Un dominio che, secondo l’accusa, viene rafforzato proprio grazie a pratiche commerciali aggressive e poco trasparenti.
L’obiettivo della causa è ottenere un risarcimento superiore ai 5 milioni di dollari e il riconoscimento dello status di class action, che permetterebbe a migliaia di autori coinvolti di unirsi formalmente al procedimento.
Il team legale che rappresenta CD Reiss, guidato dall’avvocato Steve Berman, ha espresso soddisfazione per la decisione della giudice Rochon e si è detto pronto a portare avanti l’azione fino in fondo.
La posizione di Amazon: “Il mercato è competitivo”
Amazon e Audible hanno finora negato ogni addebito, sostenendo che il mercato degli audiolibri sia “sano e competitivo”. Nella memoria difensiva, Amazon ha dichiarato che non esistono prove del fatto che il programma di esclusiva abbia costretto gli autori a firmare accordi contro la loro volontà. Inoltre, ha ribadito il diritto legale di un’azienda di investire maggiormente nella promozione di contenuti esclusivi, rispetto a quelli distribuiti anche da soggetti terzi.
Tuttavia, la Corte ha stabilito che le argomentazioni presentate da Reiss sono sufficienti per proseguire il procedimento, che potrebbe ora entrare in una fase istruttoria più approfondita.
Implicazioni per l’editoria digitale
Il caso Reiss vs. Amazon apre una riflessione importante sulle regole della distribuzione digitale, in particolare per quanto riguarda gli audiolibri, un formato in forte espansione a livello globale. Sempre più autori, sia professionisti che emergenti, scelgono di auto-pubblicare i propri contenuti audio per raggiungere direttamente il pubblico, ma si trovano spesso a dover affrontare condizioni contrattuali poco trasparenti e squilibri nei rapporti con le grandi piattaforme.
L’esistenza di meccanismi di incentivazione economica legati all’esclusività può costituire una barriera significativa all’ingresso per altri player del settore e ridurre le possibilità per gli autori di diversificare la distribuzione.
In questo senso, il caso rappresenta un precedente rilevante, soprattutto in un momento storico in cui la regolamentazione delle piattaforme digitali è al centro dell’attenzione di autorità antitrust e policy maker in tutto il mondo.
L’importanza della trasparenza e dell’equità
Se da un lato è comprensibile che le piattaforme incentivino la produzione di contenuti originali ed esclusivi, dall’altro è fondamentale garantire condizioni di equità, trasparenza e non discriminazione per tutti gli operatori del settore, in particolare per coloro che non hanno alle spalle grandi case editrici o strutture consolidate.
Il dibattito non riguarda solo il caso specifico di Amazon e Audible, ma chiama in causa l’intero ecosistema della distribuzione editoriale digitale.
L’adozione crescente di modelli direct-to-consumer, la diffusione di nuove piattaforme e la trasformazione degli strumenti di monetizzazione rendono urgente una riflessione sulle regole del gioco.
Uno scenario in evoluzione
Il procedimento legale contro Amazon sarà seguito con attenzione da tutti gli attori dell’editoria digitale, anche in Europa e in Italia. La crescita del mercato degli audiolibri, che rappresentano una delle aree più dinamiche e promettenti del comparto, rende questo segmento particolarmente sensibile a fenomeni di concentrazione e squilibrio competitivo.
Per gli autori indipendenti, per gli editori nativi digitali e per i professionisti del settore, sarà fondamentale monitorare l’evoluzione di questa causa, che potrebbe ridefinire il rapporto tra piattaforme e contenuti e spingere verso una maggiore regolamentazione del settore.