«Nel mondo di carta», scrive Megan Garber sul sito del Nieman Journalism lab, «il successo di un libro dipende largamente da meccanismi che sono indipendenti dagli autori, come il disegno della cover, la distribuzione, il posizionamento negli scaffali delle librerie». Certo, aggiunge, ci sono alcuni passaggi in cui l’autore conta, come le presentazioni o le interviste su giornali e su altri media. Ma si tratta di aspetti collaterali.

Nel mondo digitale, nota la Garber, tutto questo sta cambiando. Lo spunto per parlarne viene da una delle ultime piccole (e continue) innovazioni con cui Amazon sta usando la tecnologia per ridisegnare il modo in cui funziona l’editoria. Con il Kindle ora i lettori, utilizzando @Author, possono fare direttamente domande agli autori di cui stanno leggendo il libro. Si tratta di una novità ancora sperimentale, ma in tempi di cambiamento così rapido si vive di piccoli segnali per provare a intuire la direzione che stiamo prendendo.

Leggi l’articolo di Giuseppe Granieri su La Stampa.it

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